Furti d'arte, il bilancio di un anno di attività del Nucleo Tutela Patrimonio: allarme per i falsi

Dipinti trafugati e recuperati: l'attività del Nucleo Tutela Patrimonio Artistico dei Carabinieri del Nucleo di Monza

Un recupero dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio

Se i furti d’arte sono diminuiti del 15 per cento, la nuova tendenza dei ladri di cultura sono i falsi d’arte contemporanea. E non c’è solo Modigliani tra gli artisti preferiti da copiare. Sono state 51 le opere d’arte moderna e contemporanea contraffatte sequestrate dai carabinieri del Nucleo Tutela patrimonio culturale di Monza. Tra loro tanti De Pisis, Guttuso, Morandi, De Chirico. Facili da copiare, le opere d’arte contemporanea sono anche quelle con le quotazioni più alte.

Una tentazione irresistibile per i ladri d’arte che si trasformano in falsari. Tra loro, ci sono anche molti «insospettabili». C’è un industriale di Monza, che voleva arredare le pareti della villa nuova di zecca con frammenti di affreschi etruschi di 25 secoli fa. Poi però l’imprenditore ha scoperto che i reperti archeologici, pagati 400mila euro a un’asta, erano scomparsi da una tomba a Tarquinia tra il 1960 e il 1980. Così, è stato lui stesso a chiamare i carabinieri per restituirli.

C’è un «olio su tela» della bottega del Canaletto. Rubato a un collezionista privato nel 1986, era finito in un magazzino a Chiasso. E c’è una «Madonna con Bambino» trafugata vent’anni fa dalla Chiesa di San Martino a Trezzolasco di Sergnano, in provincia di Cremona. Scomparso nel 2015, quando dal museo di Castelvecchio a Verona erano scomparsi 17 dipinti di di Rubens, Mantegna, Pisanello, Tintoretto, Bellini, è spuntato un anno fa su un’asta online, che lo ha messo in vendita per 12mila euro. Sono solo alcuni tra gli 8470 tra codici, libri e incunaboli e 136 reperti archeologici ritrovati dal Nucleo Tutela patrimonio culturale di Monza. I detective dell’arte, hanno il loro quartier generale tra le mura settecentesche di Villa Reale. E proteggono il «petrolio» dell’Italia: l’immenso patrimonio storico e artistico di un paese che ha la più grande presenza di tesori d’arte al mondo. 

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Nella banca dati del Nucleo Tutela ci oltre centinaia di migliaia di tesori d’arte scomparsi nel nulla. L’abilità degli uomini guidati dal capitano Francesco Provenza è di ritrovarli, restituendoli ai proprietari ma non di rado salvandoli da un destino segnato. Nel 2016 sono state 77 i ladri d’arte denunciati. I capolavori recuperati hanno un valore di oltre cinque milioni di euro. Incessante il lavoro dei militari custodi dell’arte, che ogni giorno setacciano musei, biblioteche, archivi pubblici e privati, pinacoteche, luoghi di culto. In un anno, davanti al loro occhi, sono passati oltre 10mila reperti. Sono stati 206 i negozi d’antiquariato ispezionati, 34 i mercati d’arte e le fiere d’antiquariato, 59 i siti storici, archeologici e paesaggistici, 30 i siti archeologici controllati.

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