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Anche in tempi di lockdown non si fermano i furti d'arte: 20 denunce in meno di due mesi

L'attività dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Monza ha portato al sequestro di cinque beni d’antiquariato e quattro opere d’arte contraffatte

Musei, biblioteche, chiese chiuse per il coronavirus e – proprio per questo – possibili obiettivi per i ladri d’arte. Tra marzo e aprile i carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Monza hanno intensificato i controlli, attuando alcune misure di protezione e monitoraggio. Nonostante i furti d’arte, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, dati alla mano, abbiano subito un calo del - 57%, le attività di polizia giudiziaria hanno consentito di sequestrare cinque beni d’antiquariato illecitamente sottratti per un valore economico stimato di 100mila euro e quattro opere d’arte contraffatte che, immesse sul mercato come autentiche, avrebbero potuto fruttare altri 50mila euro. 

I carabinieri del Nucleo tutela hanno denunciato 20 persone, responsabili di aver violato le norme che tutelano il patrimonio culturale nazionale: nella maggior parte dei casi si tratta di reati di ricettazione di opere di provenienza illecita e contraffazione di dipinti di arte moderna e contemporanea. Altri 800 oggetti d’arte posti in vendita su internet sono stati controllati.

Secondo i militari, proprio la vigilanza costante ha permesso di ridurre in modo significativo i furti, che altrimenti sarebbero stati in numero ben superiore, visto che le strutture erano costantemente chiuse. E’ stato monitorato anche il commercio di beni antiquari, visto che tutti i negozi di antiquariato per legge dovevano restare chiusi. 

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