Rubavano l'acciaio dalla loro azienda e ne ricavavano il rame

Li ha scoperti un investigatore privato, ora le denunce da parte della polizia provinciale. Lo rivendevano a un rottamatore di Caponago

Sei denunciati per il furto d'acciaio

Rubavano acciaio inox dall'azienda per cui lavoravano come autisti e lo rivendevano a un rottamatore di Caponago, loro complice. Da lui ricevevano gli scarti di ferro e altri rottami, che poi portavano a Vicenza per farli fondere al posto dell'acciaio. A scoprirli per primo è stato un investigatore privato assunto dal titolare dell'acciaieria, poi - dopo mesi di indagine - la polizia provinciale di Monza li ha denunciati.

Sei persone in tutto sono state denunciate: rispondono di associazione a delinquere, appropriazione indebita e smaltimento illecito di rifiuti. Il bottino accumulato in più d'un anno di attività sarebbe di circa due milioni. Lo scambio delle merci era piuttosto difficoltoso: si trattava di scaricare l'acciaio e riempire i camion dei rottami ferrosi. Avveniva in uno spiazzo e durava circa mezz'ora. La polizia provinciale ha effettuato un "maxi blitz" durante il quale ha identificato i sei.

Si tratta di tre autisti di camion, dipendenti dell'acciaieria, gli italiani L.C. di 47 anni e D.V.I. di 50, oltre a un 30enne romeno, D.S.C., e dei due titolari del rottamaio di Cavenago, T.R.S. di 35 anni e M.C. di 55 anni. Con loro una sesta persona, l'autotrasportatore 40enne C.I., residente a Bolzano e coinvolto nei colpi ma indipendente dal giro.

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Sequestrati in tutto 12mila euro in contanti, oltre a telefoni, coltelli a serramanico, fucili da caccia e dosi personali di hashish (ma uno degli autisti è risultato positivo al test della cocaina). La procura di Monza ha chiuso le indagini il 12 novembre e nei prossimi giorni chiederà il rinvio a giudizio.

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