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Domenica, 3 Dicembre 2023
Cronaca San Giuseppe / Via Philips

Quei 76 vaccini covid "spariti" e buttati nella spazzatura a Monza: nei guai infermiera

La donna è stata denunciata dalla polizia di Stato che lo scorso luglio era intervenuta nell'hub di via Philips dopo l'ammanco di fiale

Interruzione di pubblico servizio e danneggiamento aggravato. Sono queste le accuse di cui dovrà rispondere un'infermiera denunciata dalla polizia di Stato ormai nello scorso mese di luglio dopo l'ammanco di 76 fiale di vaccino anti-covid Pfizer che era stato segnalato all'interno dell'hub di somministrazione Philips. 

I fatti risalgono a maggio 2021 e, in seguito alla segnalazione dell'ammanco di dosi, nel centro vaccinale di Monza era intervenuto il personale della polizia di Stato. Le fiale con il siero anti-covid erano stato spostate: il personale, la mattina, all'orario di apertura, non le aveva trovate nelle apposite celle frigorifere e le fiale Pfizer erano state poi rinvenute poco dopo all'interno di un contenitore per lo smaltimento di rifiuti speciali.

Il mistero delle fiale scomparse

Nell'hub vaccinale era intervenuta la polizia di Stato che aveva avviato le indagini per far luce su quanto accaduto. Le fiale "sparite" sono state poi rinvenute all'interno di un cestino per i rifiuti speciali presso una postazione di somministrazione. I rilievi effettuati dal Gabinetto di polizia scientifica hanno permesso di constatare che le fiale erano ancora fredde e che quindi lo spostamento doveva essere stato fatto da poco e probabilmente dal personale che aveva preso servizio quella stessa mattina. E così sono stati sentiti tutti gli infermieri e i responsabili del servizio fino a chiudere il cerchio, incrociando le varie dichiarazioni, fino alla prima infermiera che quella mattina di luglio aveva avuto accesso alla sala. 

E una volta convocata in questura davanti agli agenti della squadra mobile la donna, infermiera italiana, ha ammesso le sue responsabilità. Secondo quanto reso noto avrebbe ammesso la responsabilità dell'accadutospiegando di aver agito "sull'onda emotiva del suo stato d'animo di questo periodo, provato sia da problemi personali che da uno scarso gradimento dell'attuale incarico lavorativo". La notizia all'epoca dei fatti non era stata resa nota.

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