Domenica, 24 Ottobre 2021
Cronaca Villa Reale

Gio Ponti e la Richard-Ginori: una corrispondenza inedita

La mostra al Triennale Design Museum in Villa Reale fino al 7 giugno

Era il 19 maggio del 1923 quando Gio Ponti ha esposto le sue opere per la prima volta alla Villa Reale, sede della Biennale Internazionale di Arti decorative.

A distanza di più di novant’anni, nella nuova sede del Triennale Design Museum nel Belvedere della Villa Reale restaurata, all’artista viene dedicata una nuova mostra “Gio Ponti e la Richard-Ginori: una corrispondenza inedita”. L’allestimento è presente fino al 7 giugno 2015: la mostra a cura di Livia Frescobaldi Malenchini e Oliva Rucellai è promossa dall’Associazione Amici di Doccia.

Negli spazi del Belvedere della Villa Reale sono esposte circa cinquanta opere, tra le meno note dell’artista, provenienti dalla collezione di ceramiche del Museo di Doccia e una selezione di lettere, per la maggior parte inedite, provenienti dall’archivio della Manifattura di Doccia, con schizzi, disegni e indicazioni di fabbricazione.

“Con questa mostra il Triennale Design Museum porta a piena maturazione il suo progetto originario: quello di affiancare agli spazi del Palazzo dell’Arte di Muzio (dove il Museo del Design sperimenta una forma mutante che ogni anno cambia punto di vista e prospettiva) anche uno spazio espositivo – il Belvedere della Villa Reale – che accolga la Collezione Permanente del Design Italiano (che al Museo milanese offre linfa, pezzi, materiali, suggestioni, idee), ma anche un ulteriore piccolo spazio – quello che ora accoglie appunto Gio Ponti – che valorizzi le eccellenze, gli archivi e i giacimenti disseminati nel territorio italiano".

Tra gli oggetti esposti, testimonianza delle committenze speciali ricevute da Ponti, spiccano un grande Vaso a potiche in maiolica blu e bronzo dorato, richiestogli dalla Cassa di Risparmio delle Province Lombarde, e un Capriolo fra palme, parte di un importante trionfo da tavola commissionatogli dal Ministero degli Esteri per le Ambasciate d’Italia. Sulla bomboniera Omaggio agli snob, invece, ironico messaggio di Ponti per il mondo culturale elitario, due figure danzano in abiti della tradizione popolare, esempio della vena più innovativa dell’artista, svincolata dalla classicità che pervade invece altre sue opere.

L’esposizione sonda il rapporto che ha legato l’artista alla società Ceramica Richard Ginori con cui Ponti inizia a collaborare nel 1922 e ne diventa il direttore artistico per un decennio, dal 1923 al 1933. Il suo estro creativo, la sua passione per l'industria e per l'artigianato più raffinato lo porta a innovare la produzione, interpretando il suo tempo.

Le opere sottolineano il legame stretto tra l’idea e il prodotto stesso, affiancando il disegno o lo schizzo originale all’oggetto poi effettivamente realizzato a Doccia. Una passione, quella per il disegno e per la pittura, che aveva portato Ponti spesso a definirsi “un architetto fallito ed un pittore mancato”.

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