"Fare il migrante non è un gioco", l'iniziativa "Youth on the run" della Croce Rossa fa polemica

Sabato 17 e domenica 18 ottobre al Parco delle Groane è in programma il gioco di ruolo che coinvolge i giovani per simulare l'esperienza dei migranti e le difficoltà che incontrano sul loro cammino. Mentre gli organizzatori spiegano il senso dell'iniziativa da più parti si sono levate le polemiche

Lasciarsi il passato alle spalle e andare incontro a una nuova vita, rischiando tutto perché non c’è nulla da perdere.

Per capire cosa significhi davvero non avere più niente se non la speranza di ricominciare, sfuggendo alla guerra o al terrorismo, e rischiando la propria vita, la Croce Rossa ha organizzato nel Parco delle Groane un’iniziativa di sensibilizzazione che invita, attraverso un gioco di ruolo, i giovani a mettersi nei panni dei migranti per capire davvero cosa si prova e sensibilizzare sul tema dell’accoglienza. “Youth on the run”, questo il nome del “play role” che nel weekend del 17 e 18 ottobre 2015 metterà in scena tra i boschi del Parco delle Groane la simulazione che coinvolge per 24 ore una trentina di giovani tra i 24 e i 30 anni.

“Anche quest'anno il Parco delle Groane ospiterà il Comitato Provinciale di Milano della Croce Rossa Italia che, in collaborazione con le Biblioteche del Consorzio Nord Milano di Senago, Cesate e Paderno Dugnano, organizzerà sabato 17 e domenica 18 ottobre un'importante attività di sensibilizzazione sulle migrazioni” si legge nel comunicato diffuso dall’ente che ripropone in Brianza il gioco inventato nei primi anni '90 dall'insegnante danese Steen Cnops Rasmussen, “preoccupato dai sentimenti di intolleranza e razzismo dei propri studenti nei confronti di rifugiati e persone migranti”.

La simulazione durerà 24 ore, dal sabato mattina fino alle prime ore del pomeriggio della domenica: “ai partecipanti (una trentina tra i 14 e i 30 anni) verrà attribuita una nuova identità al fine di simulare la fuga delle loro famiglie dalla Somalia. Durante la simulazione, i partecipanti affronteranno vari ostacoli, uguali o molto simili a quelli che i migranti incontrano durante il loro viaggio. L’obiettivo finale è quello di raggiungere l’Italia e ottenere l’asilo” spiegano ancora gli organizzatori. A Solaro, presso la sede del Parco delle Groane, verranno ospitati i ragazzi della Croce Rossa e le loro strutture ma il “gioco” interesserà più parti dei boschi intorno alla ex Polveriera.

A spiegare il senso e l’obiettivo dell’iniziativa è stata la stessa Croce Rossa che dalla sede di Milano ha fatto sapere: "Riteniamo che far vivere ai ragazzi, seppur per poco tempo e in un modo protetto i panni di un migrante sia un ottimo modo per sensibilizzare e informare su questi temi di pressante attualità, con lo scopo di promuovere una conoscenza critica del fenomeno".

Il fine dell’iniziativa però non convince tutti e, dopo la presentazione della attività di simulazione, da più parti si sono sollevate le polemiche. Contro l’iniziativa si è scagliato il sindaco di Ceriano Laghetto, il leghista Dante Cattaneo che da tempo come amministratore di uno dei comuni confinanti con il Parco vive le problematiche di criminalità legate all’area. “Io invece ne propongo un altro di gioco” ha commentato dopo essere venuto a conoscenza dell’iniziativa.

“Uscire dalle recinzioni protette della sede del Parco e vivere la concreta realtà dei boschi delle Groane. Immedesimarsi quindi nel cittadino cerianese, cogliatese, solarese o di qualsiasi altro Comune del Parco. Si possono scegliere tanti ruoli: il podista, la mamma con la carrozzina o il cagnolino, il ciclista, il pendolare o lo studente che prendono il treno, il fungiat, l'automobilista o la nonna che si reca al cimitero. Lo scopo del gioco è tornare a casa illesi portando a termine una delle tante normalissime attività della vita quotidiana, superando gli ostacoli rappresentanti da orde di spacciatori clandestini ben organizzati e numerosi. Questo però non è un gioco, è il nostro magnifico Parco e la nostra quotidianità".

L’iniziativa ha scatenato anche la reazione del capogruppo della Lega Nord in Regione Lombardia, Massimiliano Romeo che ha dichiarato: “Questo ‘gioco del migrante mi sembra una vera assurdità, poco rispettosa sia degli italiani sia degli immigrati che hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere le nostre coste”. Ma la Croce Rossa non ha altro da fare? Non potrebbe investire tempo e risorse in attività più utili per tutti, come ad esempio il primo soccorso pediatrico? Queste iniziative, nate con il solito pretesto dell’antirazzismo, rappresentano unicamente un assist non richiesto al business dell’immigrazione, che sfrutta i buoni sentimenti delle persone per lucrare avidamente sulle tragedie” ha concluso.

"E No, fare il migrante non è un gioco. Proprio no. E di solito sui morti e sulle tragedie non si scherza e non si gioca” ha replicato anche il consigliere provinciale della Lega Nord Andrea Monti.

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“Ci pensate se a qualche genio venisse in mente di pigliare dei ragazzi e buttare in piedi una due giorni in cui giocano a fare gli ebrei nei lager? Magari dormendo nei pressi di qualche pizzeria con forno a legna. Una roba indecente. Le reazioni sarebbero virulente e probabilmente partirebbero sempre da quelli entusiasti del gioco al migrante. Il dolore va sempre maneggiato con cura, organizzarci sopra un gioco di ruolo non mi sembra una grande idea” continua Monti che aggiunge anche “Poi c’è qualcuno che la mette sulla provocazione: se per almeno 24 ore un italiano potrà essere trattato come un migrante, vitto e alloggio pagati, tv, internet, mancia e riposo in branda quanto si vuole, ci sarà la fila per iscriversi!".

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