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La lettera d'addio e quel silenzio spezzato solo con la morte: chi era Alessandro Turati

Il ritratto del 28enne che a Giussano ha ucciso la madre e la nonna a coltellate e poi si è tolto la vita

Ristrettezze economiche e soldi ormai finiti. Così Alessandro Turati, soprannominato "Il Baffo" avrebbe concluso la lettera-fiume, scritta pochi istanti prima di togliersi la vita, con cui avrebbe ammesso di essere stato lui a uccidere a coltellate la mamma e la nonna. Un documento che ora gli investigatori stanno cercando di decifrare, e che potrebbe spiegare, almeno in parte, un così drammatico gesto.

Parole che sembrano pensieri folli oppure una traccia dei contrasti che da tempo erano latenti tra il 28enne e la madre e l’anziana nonna. Fuori corso, e persa ogni speranza di terminare quella laurea in giurisprudenza alla Bicocca che gli avrebbe permesso di diventare un avvocato, il giovane sembra non vedesse più un futuro di fronte a sé. Temendo di restare disoccupato, trascorreva sempre più tempo al bar, ogni volta con un bicchiere in mano. Beveva e pare anche spendesse molti soldi. Ma la mamma Monica Cesena, di 58 anni, e la nonna Paola Parravicini, di 88, pare avessero deciso di non assecondare più la vita dispendiosa e senza uno scopo del ragazzo. Forse, anche un modo per spronarlo a concludere gli studi, oppure a trovare un lavoro.

Guarda il video: tragedia in casa

In cura ai servizi sociali, aveva sofferto molto per la perdita del padre, morto una decina di anni fa, con cui aveva sempre avuto un buon rapporto. Sul suo profilo Facebook negli ultimi tempi aveva postato sullo sfondo un paesaggio nordico, con i colori virati verso atmosfere dark. La lettera in cui Alessandro spiega le ragioni del suo gesto atroce ora è come un urlo nel silenzio. Un silenzio che non aveva spezzato nemmeno nei giorni in cui aveva pianificato, fin nei minimi dettagli, l’assassinio di sua madre e di sua nonna. E nemmeno nel momento in cui si è tolto la vita, con alcune coltellate al petto, nel soggiorno dell'appartamento, senza che nessuno sentisse niente. Neppure un urlo o un lamento.

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