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"Grazie papà per avermi cresciuto rispettoso della legge e delle forze dell'ordine"

La lettera che il consigliere della Lega Salvatore Russo ha scritto al padre a 29 anni dalla sua morte

“Caro papà oggi mi ritrovo ad essere anche io padre, e ad avere la stessa età che hai avuto tu quando ci hai lasciato. Grazie per avermi fatto crescere ligio alle regole, rispettoso delle forze dell’ordine, umile e sincero nelle azioni”. Così inizia la lettera che Salvatore Russo, consigliere della Lega nei banchi del consiglio comunale di Monza, ha scritto al padre Lorenzo a 29 anni dalla sua prematura scomparsa, ad appena 49 anni, a causa di un tumore. Lettera che il consigliere di maggioranza ha fatto pervenire alla redazione di MonzaToday per ringraziare il genitore e per ricordare alle mamme e ai papà di oggi l’importanza del loro ruolo di educatori.

"Mi hai trasmesso l'amore e il rispetto per il lavoro"

“Sei sempre stato un grande lavoratore – scrive – Tutti ti conoscevano a Castelvetrano, in provincia di Trapani, per la tua grande passione per la musica. Con la band che avevi costituito ti esibivi alle feste e ai matrimoni trasformando una passione in un lavoro”. Poi l’incontro con quella che sarebbe diventata sua moglie e la mamma dei suoi quattro figli, il trasferimento a Milano a causa del terremoto nel Belice e il ritorno nel 1969 a Castelvetrano, dove ha vissuto fino alla fine. “Sei stato un uomo ricco di interessi e con tantissima voglia di fare. Hai aperto un negozio di elettrodomestici, ma non hai mai abbandonato la tua passione per lo spettacolo. Hai preso anche il patentino per lavorare nei cinema dove eri addetto alle pellicole. Sono tantissimi i nostri concittadini che grazie a te al cinema si sono emozionati ed innamorati. Mi ricordo che eri fiero quando raccontavi di questo tuo lavoro. Ti brillavano gli occhi ed eri l’uomo più felice del mondo”.

"L'ultimo saluto prima di partire per la Naja e poi la tua morte"

Poi la malattia: un tumore che non gli ha lasciato scampo e che lo ha portato via proprio il 19 marzo 1992, giorno della festa del papà, a poche settimane dal suo compleanno. “Quando ricevetti la notizia della tua morte ero in caserma: il 18 marzo ti avevo salutato prima di partire per il servizio militare. I carabinieri mi annunciarono il lutto e corsi subito a casa. Non sono stati anni facili papà. Mi sei mancato molto. Proprio quando ero ormai diventato un uomo e avremmo potuto condividere tante passioni, tu te ne sei andato. Ma in realtà sei sempre rimasto al mio fianco perché mi hai insegnato i valori della lealtà, dell’onestà, del sacrificio, del rispetto delle regole anche se, all’epoca ragazzino, qualche volta ero insofferente a quelle limitazioni. Mi hai insegnato a prendermi le mie responsabilità, ad avere rispetto della famiglia e del lavoro”.

L'addio alla Sicilia e una nuova vita a Monza

Lavoro che, in Sicilia, agli inizi degli anni Novanta mancava e Salvatore Russo, che lavorava come saldatore, aveva deciso di trasferirsi al Nord per crearsi un futuro migliore. “Papà non è stato facile. Ma oggi che ho gli stessi anni che avevi tu quando ci hai lasciato mi rendo conto della grande eredità che mi hai dato e che io, in una società tanto diversa da quella di allora, cerco di trasmettere ai miei figli. Ti ringrazio per quell’educazione, forse un po’ severa e autoritaria, che però mi ha permesso di affrontare tutte le avversità della vita e di guardarmi sempre allo specchio a testa alta”.

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