Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca Limbiate

Quasi 300 persone controllate, i numeri dell'operazione alle Groane

Nelle scorse ora la polizia locale ha fermato e denunciato un 40enne sorpreso in auto sotto l'effetto di cocaina

Quasi trecento persone controllate, 291 veicoli fermati (alcuni anche sequestrati perchè connessi ad attività di spaccio) e 39 operazioni anti-droga in due mesi. Questi i numeri della Task Force contro lo smercio di sostanz stupefacenti nel Parco delle Groane istituita grazie a un protocollo che ha visto l'adesione di sei comuni con la collaborazione di Regione Lombardia.

Dopo l'inseguimento di una Bmw sospetta che aveva effettuato centinaia di transiti nell'ultimo periodo in un'area di spaccio del parco e il sequestro del veicolo, nelle scorse ore la polizia locale di Limbiate ha denunciato un 40enne brianzolo sorpreso al volante di una Smart sotto l'effetto di sostanze stupefacenti. L'uomo, fermato per un controllo e sottoposto al test antidroga, è risultato positivo alla cocaina e denunciato per la violazione dell'articolo 187 del codice penale. 

I controlli 

Al progetto hanno aderito il Parco delle Groane, la Polizia Provinciale di Monza e della Brianza, unitamente alla Polizia Locale Parco delle Groane, Polizia Locale di Meda, Polizia Locale di Cesano Maderno e Polizia Locale di Seveso. Il patto di collaborazione prevede un presidio congiunto e coordinato, con estensione della fascia oraria consistente in attività di prevenzione e vigilanza, oltre l'ordinario orario di servizio diurno, serale, notturno e festivo, anche con l'apporto di operatori appartenenti ad enti diversi.

"In questi mesi - spiega il Presidente del Parco delle Groane, Emiliano Campi - i preziosi servizi effettuati dal personale appartenente ai Comandi delle Polizie Locale aderenti al Progetto Parco Groane, parliamo di quasi 500 ore di lavoro tra agosto e settembre, hanno permesso di controllare 291 persone e ben 211 veicoli, interessando prevalentemente aree boschive del Parco ricadenti nei territori dei Comuni aderenti al progetto, per un totale di 39 operazioni in soli due mesi. Durante i servizi in cooperazione, con l’ausilio di mezzi d'istituto e di veicoli privi di contrassegni con personale in abiti civili è stato possibile individuare e identificare soprattutto avventori tossicodipendenti e soggetti dediti allo spaccio. Con appostamenti in incognito si è potuto poi studiare le dinamiche esercitate tra spacciatori e avventori riuscendo ad evitare potenziali fughe. I veicoli d'istituto dislocati nelle zone boschive del Parco invece oltre che identificare gli assuntori svolgono un’importante funzione nel tranquillizzare con la loro presenza e garantire la sicurezza ai fruitori delle aree del Parco. Che è poi -conclude Campi - l’obbiettivo primario di questo importante lavoro di sinergie e operatività di questo progetto. Un Parco che torna ai cittadini e alla natura, un parco dove sentirsi tranquilli e che non può lasciare spazio al degrado ed ai delinquenti".

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