Ecco gli imprenditori furbetti che intascano i soldi del decreto rilancio senza i requisiti

Nei guai quattro società tra Milano e l'hinterland. Proseguono gli accertamenti della finanza

Militari della guardia di finanza

Avrebbero fatto i furbi: avrebbero chiesto gli aiuti pubblici del decreto rilancio pur non avendo tutte le carte in regola. L'epilogo? Quattro imprenditori denunciati per "indebita percezioni di erogazioni a danno dello stato" e 87mila euro sequestrati. È il risultato di un blitz messo a segno dai militari della guardia di finanza di Gorgonzola, nei guai quattro società con sedi a Milano, Pozzo d'Adda e Grezzago. 

Secondo l'accusa le società avrebbero chiesto e ottenuto i fondi del "decreto rilancio" per il mese di aprile. Più nel dettaglio le società avrebbero dichiarato di aver registrato un importante calo del fatturato, inferiore di due terzi rispetto a quello di aprile 2019. Per i finanzieri, tuttavia, sarebbe tutto falso dato che le attività sono state avviate solo nel mese di maggio 2019.

La Procura di Milano ha disposto un sequestro preventivo pari a 87mila euro: l'ammontare delle somme pubbliche che sarebbero state indebitamente conseguite; i finanzieri hanno quindi bloccato il corrispondente importo dei saldi attivi dei conti correnti intestati alle società.

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L'indagine della Finanza

L'operazione, eseguita dalla Compagnia di Gorgonzola, è nata in seguito ai riscontri che sta effettuando su tutto il territorio provinciale la Guardia di Finanza milanese a seguito di approfondita analisi, con l'aiuto delle banche dati a disposizione, sulle persone che hanno beneficiato di finanziamenti pubblici erogati per l’emergenza da Covid-19, tra cui il contributo a fondo perduto previsto dal decreto legge di maggio, ideato per aiutare gli imprenditori in difficoltà economica per le ripercussioni prodotte dalla pandemia.

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