Ancora un incendio alla ex Casa delle Aste a Monza: infiamma anche la polemica

Vigili del fuoco, polizia locale e agenti della Questura sono intervenuti nella serata di mercoledì in viale Cesare Battisti. Sul posto anche l'assessore Sassoli che ha ribadito la necessità di trovare soluzioni per le aree dismesse cittadine per sottrarle al degrado

I vigili del fuoco al lavoro (Foto Bennati/MonzaToday)

Ancora un incendio nell'ex Casa delle Aste a Monza. Mercoledì sera nell'area abbandonata lungo viale Cesare Battisti sono intervenuti i vigili del fuoco con diverse squadre da Lissone e da Monza insieme agli agenti della polizia locale e al personale della Questura. Il rogo - di dimensioni ridotte - è stato domato dal personale del comando provinciale dei vigili del fuoco e l'intera area è stata poi messa in sicurezza. All'interno della ex Casa delle Aste un episodio analogo, l'ennesimo, era avvenuto a metà luglio. 

Sul posto è intervenuta anche l'assessore comunale all'Ambiente Martina Sassoli che sui social è intervenuta pubblicamente su quanto accaduto, ribadendo la necessità di trovare una soluzione per la rinascita delle aree dismesse del territorio e sottrarle al degrado. Per l'area in questione che sorge sul terreno dell'ex Feltrificio Scotti - il piano di recupero è stato osteggiato da più parti. "Questo l’indecoroso spettacolo di un mercoledì sera monzese. Il Feltrificio Scotti che per la seconda volta in un mese prende fuoco grazie ai “diversamente residenti” che vi stazionano nottetempo. A inizio agosto il crollo di parte della Pastori Casanova. Ma ancora, il Buon Pastore, la Dieffenbach e tutte le aree dismesse della nostra città che ormai quotidianamente sono la triste cornice di crolli strutturali o di presenze abusive. Tutte aree che hanno la possibilità di avere un futuro e di essere risanate grazie a investitori seri e capaci che credono nel progetto Monza".

"Bene, è questa la Monza che volete? È questa la Monza che vi piace? Una città che piano piano prende fuoco e che crolla su se stessa" ha aggiunto. "A me no. Per nulla. Perché la nostra città merita di voltare pagina, merita di spalancare le porte a chi crede nel nostro futuro, investendo risorse economiche, energie e dando vita a progetti lungimiranti. Questo è il momento in cui Monza e i monzesi devono decidere da che parte stare e il futuro che vogliono. La scelta è semplice: il mantenimento dello status quo, con centinaia di migliaia di metri quadrati di aree dismesse, tetti pericolanti e presenze abusive, oppure progetti di risanamento edilizio, cura del verde e cultura del bello". 

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