La Regione ha detto no: bocciato il secondo inceneritore di Paderno Dugnano

Vittoria dei comitati ambientalisti contro il progetto che avrebbe trasformato il comune di 48mila abitanti nel più inquinato d'Italia. Soddisfazione di Pd e Pdl

PADERNO DUGNANO – Bocciato. Dai piani alti del Pirellone è giunta la «scomunica» definitiva al progetto del maxi inceneritore di Paderno Dugnano. E’ la parola fine su un progetto controverso che i quasi 48mila abitanti della città a due passi da Milano non hanno mai voluto. E che ora resta sulla carta, figlio di nessuno.

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A esprimere soddisfazione sono stati il sindaco Marco Alparone (Pdl) e il partito democratico di Paderno Dugnano. Ma la bocciatura bipartisan non può nascondere il fatto che – a lungo – il progetto fu combattuto solo da pochi comitati ambientalisti.

«La Direzione Generale Energia-Ambiente e Reti della Regione Lombardia – si legge in una nota del Pirellone - ha emesso una Pronuncia di compatibilità ambientale respingendo il progetto di un inceneritore al Villaggio Ambrosiano proposto da Paderno Energia».

Se il progetto fosse andato in porto, Paderno Dugnano, con ben due forni inceneritori e due ciminiere a sputare veleni nell’aria, avrebbe guadagnato il ben poco gradito primato di comune più inquinato d’Italia. E anche senza il secondo inceneritore lo smog in questo popoloso comune continua ad avere valori record.

Il progetto fu presentato tre anni fa tra le polemiche: «Dopo innumerevoli azioni sul territorio e nelle sedi istituzionali – ha spiegato Alparone - ripetute deduzioni e controdeduzioni non possiamo che essere soddisfatti di questo successo, importante risultato collettivo che ha visto comitati, associazioni, singoli cittadini, partiti e movimenti politici, Comuni del territorio ed il Consiglio Provinciale uniti contro quest’opera».

«Il Partito Democratico di Paderno Dugnano – si legge in una nota ufficiale - è orgoglioso di aver dato, anche dall’opposizione, un contributo al nostro territorio, in coerenza con la propria visione di politica ambientale: più raccolta differenziata, più riciclo, meno imballi, attenzione alla filiera e più controlli per una gestione innovativa ed ecosostenibile del ciclo integrato dei rifiuti».

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