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L'incidente e il pirata con la Polstrada

L'incidente e il pirata con la Polstrada

Tassista eroe travolto e ucciso, ecco chi è il pirata: l'operaio col "vizio" di guidare ubriaco

Arrestato il pirata: è un operaio di 26 anni. In passato già fermato tre volte ubriaco alla guida

Sei ore dopo quel disastro che lui stesso aveva originato, i poliziotti avevano chiuso il cerchio ed erano andati a casa sua a prenderlo. Nel weekend, una settimana dopo, gli agenti sono tornati in quella casa per fermarlo definitivamente. 

È stato arrestato il ragazzo di ventisei anni, un operaio italiano residente a Lazzate, che era fuggito dopo aver causato l'incidente nel quale aveva perso la vita Eugenio Fumagalli, il 47enne tassista eroe travolto da due auto sulla Milano-Meda a Cesano mentre cercava di aiutare due ragazzi intrappolati in una Fiat Seicento

Video | L'Audi a folle velocità e lo schianto

A dormire dopo l'incidente

Il dramma era avvenuto alle 3.30 del 13 gennaio. Quella notte, come mostrano le immagini riprese dalla dashcam di una seconda macchina, il 26enne - alla guida di un'Audi A3 con altri quattro amici a bordo - aveva speronato a velocità folle la Seicento di due fidanzati ed era scappato. A soccorrere i giovani era stato proprio Fumagalli, che era poi stato centrato in pieno da una Renault Clio e da una Passat

Senza preoccuparsi minimamente di nulla, l'operaio - dopo una serata trascorsa in giro tra i locali - aveva accompagnato gli amici a casa ed era andato nel suo appartamento a dormire. Sulla Milano-Meda, però, aveva lasciato la targa della macchina, che è risultata intestata a sua madre e che è stata trovata poco lontano dall'abitazione. A quel punto, gli agenti della Stradale - guidati dal commissario Gabriele Fersini - hanno raccolto tutti gli elementi e sono andati da lui: per il 26enne era subito scattato il fermo, poi trasformato in arresto con la convalida del Gip con le accuse di fuga e omissione di soccorso.

Tre volte alla guida ubriaco

Alle 9.30 della mattina, sei ore dopo l'incidente, il suo livello di alcol nel sangue era risultato di 52 grammi per litro: segno, evidentemente, che al momento dell'incidente avesse un livello decisamente fuori legge. E quella non era la prima volta. 

Negli ultimi otto anni dell'operaio, infatti, ci sono tre precedenti per guida in stato di ebrezza, tanto che la patente, che gli era già stata tolta due volte, era stato riottenuta dall'uomo soltanto il 28 novembre del 2018, esattamente quarantasei giorni prima della tragedia della Milano-Meda. 

Adesso la licenza gli è stata nuovamente ritirata, l'Audi è stata sequestrata e per lui - che ai genitori aveva detto di aver "avuto un problema all'auto" - sono stati disposti gli arresti domiciliari. I due conducenti della Passat e della Clio che avevano travolto il tassista sono invece, al momento, indagati a piede libero per omicidio stradale. 

La dinamica dell'incidente 

L'ipotesi - ancora al vaglio di investigatori e inquirenti - è che loro due viaggiassero a velocità elevata, tanto da non vedere la Seicento ferma in strada. Dal momento del  primo ribaltamento al secondo schianto, infatti, sarebbe passato più di un minuto e "diverse auto" - queste le parole del commissario - erano riuscite a evitare "l'ostacolo". 

La Passat e la Clio, invece, la Seicento l'avevano presa in pieno. E, mentre i due fidanzati erano riusciti a saltare sullo spartitraffico, per il tassista non c'era stato nulla da fare. Una donna che aveva assistito alla scena, tremenda, era svenuta per lo shock ed era finita in ospedale. Insieme a lei erano stati ricoverati anche i due fidanzati della Seicento, gli stessi salvati da Eugenio, il tassista eroe. 

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