Perse le gambe in Valassina, l'Anas sostituisce il guard rail a Briosco

La struttura in lamiera si era infilata all'interno dell'abitacolo dopo che la vettura era finita in testacoda. Ferita una commerciante di 37 anni, ma sulla sicurezza dei dispositivi ci sono molti dubbi, e anche una sentenza dell'Antitrust

I pericoli nascosti in un "semplice" guard rail ( da insiemeinmoto.it)

BRIOSCO - Il guardrail si era infilato nell'abitacolo della sua vettura, tranciandole le gambe, dopo che l'auto era andata in testacoda. Accadde a fine novembre sulla Valassina, all'altezza dello svincolo di Briosco. Da allora Katia Valli, commerciante 37 enne, non ha ancora lasciato l'ospedale San Gerardo di Monza. Ora l'ANAS è intervenuta sul dispositivo, sostituendo la vecchia lamiera con una  nuova, ricurva all'estremità.

I GUARD RAIL - I guard rail sono dispositivi di sicurezza installati allo scopo di contenere gli effetti della perdita di controllo delle vetture, riducendo gli effetti degli incidenti dovuti a sbandamento. La loro efficacia è limitata ai veicoli a quattro ruote: i bordi taglienti di  bande elastiche e montanti, impattati ad alta velocità, sono in grado di decapitare un motociclista, provocando nel migliore dei casi gravi lacerazioni. Ma i guard rail possono provocare danni gravissimi anche a chi viaggia in automobile.

LE CONDANNE - Nel 2009 una storica sentenza condannò i progettisti di un guard rail installato su una statale nel comune di Castelverde, nel Cremonese: l'apparato aveva una cuspide male orientata, che provocò la morte dell'automobilista leccese Francesco Marco Attanasi.

IL CARTELLO - I problemi, almeno in Italia, non si limitano alla sicurezza. Nel mese di ottobre 2012 un provvedimento dell'Antitrust ha colpito i principali produttori italiani per aver dato luogo a un cartello attraverso il consorzio Comast. La multa comminata alle aziende del consorzio (Car Segnaletica Stradale, Ilva Pali Dalmine, Ilva Pali Dalmine Industries, Industria Meccanica Varricchio, Marcegaglia, Metalmeccanica Fracasso, San Marco S.p.A. – Industria Costruzioni Meccaniche, Steam Generators, Tubosider) è stata superiore nel complesso a 40 milioni di euro. Nella pronuncia  dell'autorità garante della concorrenza si legge tra l'altro che "le riunioni dei membri erano finalizzate, da un lato, alla ripartizione delle vendite con la suddivisione e indicazione delle commesse a ciascuno spettanti, e dall'altro, alla definizione e periodico aggiornamento di un listino prezzi di riferimento condiviso".

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