Incidenti stradali

Incidente in autostrada: il monzese Damasco presta i primi soccorsi rischiando la vita

L'episodio è accaduto giovedì 27 maggio. Il presidente di Salvagente Onlus invita le istituzione a formare i cittadini

Immagine d'archivio

Incidente in autostrada: un motociclista sanguinante fermo sull’asfalto, e gli automobilisti che proseguono evitando l’ostacolo. A fermarsi e a prestare i primi soccorsi, tra le auto che continuavano ad arrivare a tutta velocità, il monzese Mirko Damasco, presidente dell’associazione Salvagente, da anni impegnato sul campo nella formazione del primo soccorso.

Una scena che Damasco racconta venerdì 28 maggio sulla sua pagina Facebook invitando scuole e scuole guida a formare i ragazzi a come intervenire in caso di incidente stradale, a chi telefonare, a come mettere in sicurezza il ferito, e a come mettersi in sicurezza.

L’incidente è avvenuto giovedì 27 maggio, sull’autostrada Milano-Bologna, coinvolti una moto e un tir. Ad avere la peggio il motociclista fermo a terra, tre metri oltre il suo mezzo.

“Mi metto in sicurezza, metto in sicurezza la macchina, metto il giubbino e scendo – racconta Damasco -. Con maniere brusche obbligo  un tir a mettersi di traverso per bloccare il traffico e consentirci di intervenire sul motociclista”.  Il monzese prende immediatamente il comando della situazione. Chiede a una delle persone che si è fermata ad aiutare il motociclista di chiamare i soccorsi: l’uomo però chiama il numero unico 112, pensando che anche in Emilia Romagna fosse attivo il servizio. Ma non è così, il soccorritore avrebbe dovuto telefonare al 118. “Ulteriore perdita di tempo – prosegue Damasco-. Ci richiamano perché non capiscono dove siamo, lo rispiego dando indicazione del km e dell'uscita”. 

Dopo mezz’ora arrivano i soccorsi. “In quel frangente il rischio di essere investiti era elevato – aggiunge Damasco -. Nel frattempo io e l’altro ragazzo che si è fermato a prestare soccorso abbiamo dovuto riprendere almeno una decina di persone che si fermavano in mezzo all’autostrada per vedere che cosa era successo. È fondamentale formarsi, per esercitarsi su alcune situazioni di emergenza che possono capitare. Gente che inchiodava la macchina in mezzo alla A14, per vedere che cosa era successo, con conseguente rischio altissimo di provocare ulteriori incidenti". Oltre che di investire i soccorritori. 

Un episodio che ha portato il presidente di Salvagente a condividere sui social alcune riflessioni. Ribadendo l’importanza della formazione fin sui banchi di scuola e soprattutto nelle scuole guida. 

“Bisogna saper fare una chiamata d’emergenza – conclude -. Bisogna avere in testa uno schema preciso di quello che bisogna dire. È fondamentale ragionare in termini di sicurezza, e di altruismo. Non si è fermato nessuno, ma mi hanno detto al telefono di aver ricevuto una decina di chiamate. Non ci siamo. Non ci siamo proprio. Qualunque cosa tu abbia da fare davanti ad un ferito ti fermi, e quantomeno aspetti i soccorsi”. Infine una stoccata alle istituzioni affinché su tutto il territorio nazionale ci sia un numero unico per le emergenze.

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