Corsa a folle velocità dalla Brianza fino a Milano: alla guida c’era un 15enne

Lo scorso 23 gennaio nel capoluogo lombardo i carabinieri hanno fermato un minorenne al termine dell'inseguimento. Identificati anche gli altri complici

Foto repertorio

Sono stati identificati i tre ragazzi sudamericani che lo scorso 23 gennaio erano stati inseguiti dai carabinieri in un’interminabile e pericolosa corsa a folle velocità in auto per sfuggire alla giustizia.

La fuga era iniziata a Paderno Dugnano, alle porte della Brianza, ed era terminata in via Padova a Milano. Al volante della Volkswagen Golf che, tra semafori bruciati, sensi vietati e folle velocità aveva tenuto impegnati i militari per quasi mezz'ora, c’era un cileno di appena 15 anni. Con lui viaggiavano un connazionale della stessa età e un cubano di vent’anni. Tutti di Milano.

Il più  grande dei tre è stato arrestato, mentre i due minori sono stati denunciati per resistenza a pubblico ufficiale, guida pericolosa e danneggiamenti. La fuga era iniziata in via Reali, a Paderno Dugnano. Verso le 23.45 del 23 gennaio i carabinieri di Desio si erano imbattuti nella Volkswgen Golf, che era risultata rubata. I militari hanno cercato di fermare l’auto.

Per tutta risposta i tre hanno aumentato la velocità e sono scappati. Una corsa a folle velocità, con semafori «bruciati», zigzag pericolosissimi tra viale Lunigiana e via Melchiorre Gioia, incroci tagliati a più di 120 all’ora senza mai toccare i freni. Una decina di macchine di polizia e carabinieri erano confluite sul percorso della Golf in fuga, creando una sorta di barriera che ha costretto i ladri a infilarsi nella strade strette intorno al parco Trotter. I tre giovanissimi avevano abbandonato la Golf ormai distrutta, con gli sportelli aperti, i fari accesi, ammaccature su una fiancata, la gomma anteriore sinistra a terra, a pochi metri da via Padova.

Sulla vettura c’erano cacciaviti, martelli, molti altri arnesi da scasso e un «flessibile» da cantiere, di quelli utilizzati per forzare inferriate o casseforti. C’erano anche circa 3000 euro e alcuni monili d’oro, tra cui la fede nuziale di una donna, con il suo nome e la data del matrimonio.

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