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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
Cronaca

La tecnologia al servizio della chirurgia oncologica, intervento innovativo a Vimercate

L'operazione su un uomo di 65 anni con metastasi epatiche multiple, derivanti da un tumore al colon

E’ entrato in sala operatoria con un fegato compromesso, con metastasi epatiche multiple, derivanti da un tumore al colon. E l’équipe della struttura di Chirurgia Generale dell’Ospedale di Vimercate, diretta da Christian Cotsoglou, ha puntato tutto sull’innovazione chirurgica per perfezionare la complessa tecnica di preservazione epatica in pazienti affetti da metastasi al fegato, da neoplasia del colon.

E la tecnica è stata applicata a un paziente brianzolo di 65 anni. “Il riscontro di tali condizioni, già nel momento della diagnosi – racconta il primario - è purtroppo un’evenienza frequente, con una percentuale che varia tra il 15 e il 30% dei pazienti. La loro sopravvivenza globale, se non sottoposti a trattamento, è inferiore a 1 anno. L’intervento chirurgico di resezione epatica rappresenta, dunque, l’unico trattamento, con tempi condivisi fra più specialisti, potenzialmente curativo”.

Coerentemente con questo indirizzo, chirurghi, oncologi e anestesisti hanno deciso dapprima di sottoporre l’uomo ad un primo ciclo di chemioterapia, con un’ottima risposta da parte del paziente, e successivamente di interessarlo ad un intervento chirurgico di resezione delle lesioni tumorali. “Vale la pena ricordare che una resezione epatica può essere presa in considerazione solo se al termine dell’intervento rimane un volume di fegato sufficiente per preservare le funzioni vitali e consentirne una rigenerazione”, sottolinea lo specialista.

Come si è proceduto? Intanto è stata realizzata una ricostruzione anatomica del fegato in 3D, sulla base di un tac e del supporto di una nuova tecnologia d’avanguardia che ha permesso non solo di visualizzare tridimensionalmente l’organo, ma anche di navigare su monitor durante l'intervento stesso fra le strutture anatomiche e le lesioni metastatiche, tramite un sensore no – touch, che ha consentito al chirurgo operatore di ruotare a suo piacimento la ricostruzione tridimensionale radiologica del fegato. L’équipe chirurgica ha individuato, così, lesioni tumorali, non più evidenziabili dalla tradizionale ecografia intra-operatoria, poi asportate, assicurando un adeguato volume epatico sano post-operatorio.

Dopo 3 settimane il paziente era a casa

L’intervento, effettuato da Cotsoglou, è durato circa 6 ore. Dopo un iniziale periodo di supporto in terapia intensiva di due giorni, per una transitoria insufficienza epatica, il paziente è stato trasferito nel reparto di Chirurgia Generale, dove ha proseguito la sua degenza senza complicanze. Attualmente l’uomo è rientrato al domicilio, dopo una degenza di sole tre settimane.

“Gli Oncologi per l'attento controllo della chemioterapia che ha concesso al paziente di raggiungere la chirurgia; gli Anestesisti/Rianimatori per la pronta gestione emodinamica intraoperatoria e per la cura dell'iniziale insufficienza epatica, regredita in 48 ore; il personale infermieristico di sala e del reparto senza il quale ogni attività medico-assistenziale si fermerebbe; i medici Specializzandi di Chirurgia Generale dell'Università Statale di Milano per il contributo tecnico/iconografico, che ha reso possibile la descrizione dettagliata del caso clinico unico nel suo genere” ha detto il primario della Chirurgia Generale ringraziando gli specialisti che hanno permesso la gestione di questo delicato caso e del successo che è il risultato di uno straordinario sforzo di un team multidisciplinare inter ospedaliero, associato ad una tradizione tecnica chirurgica di alto livello ed ad una tecnologia innovativa e rivoluzionaria.

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