In corsa verso il traguardo per vincere ogni limite, Jacopo e il suo team pronti per la Stra Lugano

Jacopo, 29 anni, è affetto da tetraparesi spastica da quando era piccolissimo, ma con la sua sedia a rotelle ha imparato a inseguire ogni meta. Nella vita così come nelle gare

Jacopo Teruzzi durante una corsa

Una carrozzella, tre ruote e tanta voglia di mettersi in gioco e di raggiungere il traguardo con entusiasmo e lavoro di squadra. Nello sport, così come nella vita.

Affetto da tetraparesi spastica fin da quando era piccolissimo e costretto su una sedia a rotelle, Jacopo Teruzzi, 29 anni, ha sempre cercato di superare i suoi limiti e trasformare gli ostacoli in una opportunità. E a confermarlo sono le sue ultime imprese sportive che lo hanno visto protagonista, con il suo messaggio di vitalità e la sua capacità di coinvolgere un gruppo di persone tanto da creare un team affiatato di amici e conoscenti, in diverse manifestazioni podistiche. 

Business development manager nell'azienda di famiglia, la Noord Uffici di Renate, in Brianza, e originario di Sirtori, nel Lecchese, Jacopo da sempre ama definirsi "cittadino del mondo", con una innata passione per i viaggi e il movimento che lo hanno portato a visitare tantissimi paesi e a prediligere l'Oriente, con la sua affascinante cultura così diversa da quella di casa.

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"Da sempre sono stato innamorato del viaggiare e viaggiando ho imparato di più esplorando il mondo che sui libri di scuola" - spiega Jacopo - "C'è inoltre una contrapposizione tra la mia condizione fisica esteriore, impossibilitata a muoversi per via della tetraparesi, e l'importanza del movimento e degli spostamenti che per me rappresentano la libertà. Viaggiando mi sento libero e pienamente a mio agio e sento che posso avere il controllo della situazione".

Lo stesso senso di libertà e di movimento Jacopo ha imparato a provarlo anche con lo sport e in particolare con la corsa. Un anno fa, per la prima volta, ha partecipato a una manifestazione podistica accogliendo la proposta di un amico svizzero che gli aveva chiesto di prendere parte alla Stra Lugano. Grazie a una terza ruota installata sulla sua carrozzina e a un team di amici pronti a spingerlo, dandosi il cambio fino al traguardo, anche Jacopo è arrivato alla meta, portando a termine per la prima volta quello che forse nessuno in Italia aveva mai fatto. "Quando il mio amico mi fece questa proposta inizialmente rifiutai perchè sono una persona che punta molto su se stessa per raggiungere ogni obiettivo e mi piace essere parte attiva in ogni cosa. Poi ho cambiato idea e a spingermi è stata la voglia di mettermi in gioco". E così è iniziata l'avventura.

Il progetto sportivo che è riuscito a creare Jacopo, riunendo attorno a sé un team di amici e conoscenti, una quindicina di persone in tutto per ogni gara, è unico. Oltre ad aver coinvolto amici provenienti anche da molto lontano come Yuanyuan Wu, una ragazza cinese pronta a correre per lui, Jacopo è riuscito ad appassionare tutti grazie a un messaggio di vita prezioso e positivo. "La mia unicità consiste nel non poter dare un contributo fisico attivo nella corsa, magari spingendo anche solo con le mani come molti atleti disabili, perchè la mia paralisi non me lo permette. Io non partecipo ma faccio partecipare gli altri e faccio la mia parte dal punto di vista organizzativo e grazie alla motivazione che trasmetto".

"Anche in una condizione di passività fisica infatti c'è sempre un modo per raggiungere un obiettivo" insegna Jacopo. 

La vita infatti, come una corsa, "è un grande viaggio", "un movimento continuo, uno spostamento verso una meta". "Non bisogna pensare subito al traguardo ma godersi il viaggio perchè è il tragitto stesso, dell'esistenza o di una corsa, il vero viaggio". Nella corsa per Jacopo la condivisione è tutto: "Insieme al mio team mi godo tutto il tragitto e questo diventa la cosa più importante, ancor più della meta". 

Reduce ad aprile dalla RDS Chia Laguna Half Marathon in Sardegna, una corsa di 10 chilometri organizzata ogni anno dal circuito Follow Your Passion, sabato 26 maggio sarà di nuovo a Lugano, per il secondo anno a correre la StraLugano City Run, una gara podistica di dieci chilometri che si estende per la città elvetica. I progetti e l'entusiasmo però non si fermano qui: Jacopo pensa già anche alla Mezza Maratona di Monza e Milano e poi sarà impegnato a Bari fino ad approdare anche a New York. "Per me la maratona di New York non può essere definita un sogno ma una tappa che è dietro l'angolo". 

"Nonostante il mio fisico non sia al 100%, nella vita si può arrivare ovunque e i limiti sono solo ostacoli mentali" conclude Jacopo che tra i tanti progetti a cui sta lavorando sogna anche di dare vita a un'associazione sportiva per coinvolgere sempre più persone in questa sfida e riuscire a convicere anche altri diversamente abili a correre insieme a lui. 

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