Tre bande di ladri in arresto: furti anche a Monza e in Brianza

Dopo aver rubato auto di grossa cilindrata, colpivano e scappavano

Parte della refurtiva sequestrata dai carabinieri di Novara

Rubavano auto potenti e giravano Piemonte e Lombardia per compiere furti. Sono ben tre le bande di ladri specializzati arrestate dai carabinieri di Novara nel corso dell'operazione Prometeo 2, che è una sorta di prosecuzione dell'operazione Prometeo conclusa dai militari lo scorso febbraio.

Furti anche in Brianza

Come la prima volta, queste batterie, del tutto scollegate tra di loro, avevano base nel milanese: i componenti, tre per banda in questo caso, rubavano un'auto potente, di grossa cilindrata e poi la usavano per spostarsi nel varesotto, nel Bresciano, in Brianza, in provincia di Milano e nel novarese, soprattutto nell'ovest Ticino, dove compivano furti nelle case private nel tardo pomeriggio o nella prima serata, per poi scappare a bordo dei potenti mezzi. Il modus operandi, che secondo i militari è diventata ormai una vera abitudine delle bande di ladri dell'Est, era del tutto simile in ogni situazione. Tutte e tre le batterie erano composte da cittadini albanesi: la prima era formata da tre membri tra i 37 e i 28 anni, che avevano le basi operative a Pioltello e Senago, da dove partivano con una Bmw 535 per compiere furti (finora ne sono stati addebitati nove) tra Novara, Galliate, Trecate, Brescia, Monza e Milano.

Il secondo gruppo, che aveva la base a Bollate, era formato da due fratelli di 30 e 26 anni, più un socio di 32, e utilizzava una Audi A5 rubata a Milano. A loro sono stati attribuiti 7 furti tra Novara, Cameri e le province di Milano e Varese. L'ultima banda, che usava per spostarsi una potentissima Golf Gt rubata, era composta da tre persone tra i 32 e i 26 anni e ha agito per sette volte tra Trecate, Milano, dove aveva la sede, e il varesotto. Il valore totale della refurtiva supera i 300mila euro: in gran parte è stata recuperata dai militari e restituita ai legittimi proprietari. Nel corso delle operazioni i carabinieri hanno poi iniziato a pedinare un 25enne collegato ad una delle bande su un'auto sospetta, pensando che stesse facendo sopralluoghi per i furti: quando è stato fermato però a bordo della macchina non c'erano arnesi da scasso, ma ben 38 chili di marijuana divisi in borsoni, destinati all'ingrosso del mercato novarese e milanese dello spaccio. Tutte e dieci le persone coinvolte sono state arrestate e attualmente si trovano detenuti in carcere o agli arresti domiciliari in attesa del processo.

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