Ladro ucciso, parla il pensionato: 'Dormo con la pistola sul comodino'

Francesco Sicignano, il pensionato 65enne che ha ucciso un giovane che stava cercando di rubare in casa sua, parla a Sky: “Sono rammaricato, è sempre un ventiduenne". Intanto, emergono dubbi sulla sua ricostruzione

Il pensionato nella sua villetta - @Mt

Rammaricato perché “effettivamente è sempre un ragazzo di ventidue anni”. E cosciente di quello che ha fatto perché - ammette - “qua il problema non sono io, qua il problema siamo tutti”. 

Ha parlato per la prima volta Francesco Sicignano, il pensionato sessantacinquenne di Vaprio d’Adda indagato per omicidio volontario per aver ucciso un albanese ventiduenne che stava cercando di entrare nella sua villetta per rubare

“Non posso dire nulla. Posso solo rammaricarmi di quello che è successo”, ha ammesso l’uomo a Sky. “Effettivamente è sempre un ragazzo di ventidue anni, ma il problema qua siamo tutti”, ha recriminato. 

Poi, Sicignano si è lasciato andare a uno “sfogo”. “Noi qua dormivamo con le porte aperte, fino a qualche anno fa io dormivo con le finestre aperte - ha raccontato -. Dal 2008, poi, ho cominciato a dormire con la pistola sul comodino”. 

E nella notte tra lunedì e martedì, il pensionato quella pistola l’ha usata. L’ha impugnata e ha sparato, colpendo al cuore il ladro, un ragazzo albanese di ventidue anni con precedenti ed espulso dall’Italia nel 2013

Agli inquirenti, che lo indagano per “omicidio volontario”, il sessantacinquenne ha sempre raccontato di aver sentito dei rumori, di aver impugnato l’arma e di aver sparato contro una figura che nel buio gli veniva incontro e di avere poi sparato un paio di colpi in aria per allontanare i due complici della vittima. 

I primi riscontri dei carabinieri di Vimercate e di Milano, però, sembrano dire altro: una convinzione - quella degli inquirenti - che potrebbe aver portato il pm a cambiare l’ipotesi di reato da eccesso colposo di legittima difesa, com’era stato in un primo momento, a omicidio volontario. 

VIDEO - Il pensionato torna nella villetta dell’omicidio

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Sembra, infatti, che nell'abitazione dove si è consumato l’omicidio non ci fossero segni di effrazione né sulle finestre, né sulle porte. Il cadavere del ventiduenne, infatti, sarebbe stato trovato fuori dall’abitazione, su una scala esterna. In più, secondo i primi riscontri balistici, il proiettile che ha colpito il ladro al cuore avrebbe avuto una traiettoria dall'alto verso il basso, compatibile con un colpo sparato dalla cima delle scale verso gradini più in basso, e non di certo all’interno dell’abitazione. 

Sicignano, che non ha mai cambiato la sua versione, avrebbe spiegato che il ventiduenne, una volta colpito, sarebbe riuscito ad uscire di casa fino ad arrivare alle scale esterne. Se così fosse, però, il ladro avrebbe dovuto uscire da una finestra, poi passare su una grondaia e su un terrazzo e, infine, arrivare alle scale: cosa che gli inquirenti, a quanto pare, ritengono poco probabile, anche a causa della ferita da arma da fuoco. 

Spetterà agli inquirenti e agli esami specifici, tra cui l’autopsia sul cadavere del ladro, dire la verità su cosa è accaduto quella notte nella villetta di via Cagnola. 

La stessa che, la sera dopo l'omicidio, è diventata teatro della manifestazione di esponenti di Fratelli d'Italia e semplici cittadini che hanno voluto manifestare la loro solidarietà e vicinanza al pensionato. Lui, mentre la folla lo acclamava, si era limitato a un semplice saluto con la mano. Poi, si era chiuso nel suo silenzio. 

VIDEO - Il pensionato si affaccia al balcone e ringrazia tutti 

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