Lambro in secca, allarme dell’Enpa per pesci, germani e fauna selvatica

D’estate il letto del fiume che attraversa Monza è una distesa arida e l’associazione, sulla scorta delle tante segnalazioni dei cittadini, chiede una diversa gestione delle chiuse

Il Lambro in secca

Niente acqua nel Lambro d’estate a Monza. Una lunga distesa arida attraversa il centro del capoluogo brianzolo con pesci relegati in piccole pozzanghere ancora piene d’acqua e uccelli selvatici costretti a rinunciare alle rive del fiume. A puntare l’attenzione sulla secca del Lambro è l’Enpa di Monza che lancia l’allarme per la fauna selvatica, chiedendo interventi per una diversa gestione delle chiuse per immettere quantitativi di acqua equilibrati tra Lambro e Lambretto. 

“L’acqua è presente nel ramo secondario, noto come Lambretto, ma il tratto principale del fiume che attraversa il centro storico, passando dal Ponte dei Leoni fino alla torretta Viscontea dove si ricongiunge con il Lambretto, è solo una grande spianata arida. Questa situazione genera un vero dramma che va a colpire tutta la fauna selvatica: i pesci, costretti a vivere nelle poche pozze ancora piene d’acqua, ma con grossi problemi di ossigenazione che li porteranno alla morte dopo una lunga agonia e i tanti uccelli selvatici che vivono su quelle che una volta erano le rive del fiume” spiegano dall’associazione animalista.

Sono tante le segnalazioni che l’Enpa si è vista arrivare con cittadini indignati per la sorte riservata ai piccoli di germano reale che sono costretti a camminare sull'asfalto rovente e senza possibilità di reperire cibo. Senza l'acqua gli anatroccoli si lasciano morire e diventano facili prede di rapaci, cornacchie e ratti, con le loro mamme che assistono a queste scene del tutto impotenti. Questo perché gli adulti volano e hanno la possibilità di spostarsi in zone più ricche di acqua e cibo, ma i piccoli non sono in grado di volare prima delle 7/8 settimane di vita. 

“È una situazione che purtroppo viene ogni anno denunciata senza che le autorità competenti abbiano fatto nulla di concreto per risolvere il problema. Solo i volontari delle associazioni e i privati cittadini che hanno a cuore le sorti di questi animali, portando acqua e cibo, cercano di alleviare le loro sofferenze” spiegano dalla sede monzese che chiede che lungo il corso del Lambro venga lasciato almeno un rigagnolo d’acqua, per non condannare a morte i tanti animali che in quel fiume vivono. 

“Non siamo esperti di gestione delle acque, ma forse con un po' di buon senso si potrebbe fare in modo che la ripartizione delle acque tra Lambro e Lambretto sia fatta in maniera più equilibrata, evitando questi lunghissimi periodi di secca di quel tratto proprio nel periodo riproduttivo dei germani reali” concludono.

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