Lanciano una tartaruga dall'auto in corsa: salvata da una famiglia e curata dall'Enpa

È successo nel tratto tra Monza e Lissone, la tartaruga si sta ristabilendo

La tartaruga col guscio rotto (foto Enpa)

Hanno cercato di liberarsi della loro tartaruga gettandola dall'auto in corsa sulla superstrada. Ma Crack, come è stata ribattezzata dai volontari di Enpa, si è appesa con tutte le sue zampe alla vita e si sta ristabilendo. Ora la aspetta una lunga riabilitazione, e se tutto andrà bene potrà continuare a vivere la sua vita.

Tutto è accaduto il 13 maggio quando una famiglia che stava viaggiando sulla Valassina tra Monza e Lissone ha assistito suo malgrado a un episodio grave: dal finestrino di una vettura che viaggiava poco più avanti improvvisamente è stato lanciato qualcosa. Quel "qualcosa" si muoveva e quindi ha messo in allarme la famiglia che, con grande prontezza, si è fermata a prestare aiuto.

La protagonista di quel lancio sconsiderato e incivile era una tartaruga, una grossa femmina - oltre 3 chili di peso - di Pseudemys concinna (River Cooter il nome comune in lingua anglosassone) che, a causa del forte impatto con il suolo, aveva subito varie fratture sul piastrone e carapace. 

La famiglia, con una sensibilità davvero ammirevole, ha portato lo sfortunato animale da una veterinaria che le ha prestato le prime cure e ha contattato Giulia, la responsabile del settore tartarughe dell'Enpa di Monza e Brianza, per organizzare il ritiro presso il rifugio di Monza. 

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Battezzata dai volontari "Crack" (ovvero "crepa" in inglese, visto il danno riportato al carapace) è stata operata per stabilizzare il piastrone. "Ora la aspetta una lunga riabilitazione, ma sta reagendo molto bene alle cure e questo fa ben sperare", spiegano i volontari dell'Ente nazionale protezione animali con una nota. Originaria del sud degli Stati Uniti, la Pseudemys concinna vive negli habitat umidi e fangosi, come le paludi, i corsi d'acqua con deboli correnti, o stagni ricchi di vegetazione sommersa e piante galleggianti. Passa le ore meno calde della giornata su un sasso, un tronco emerso o sulle rive a crogiolarsi al sole. 
 

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