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Assume i dipendenti che faceva lavorare in nero: lieto fine dopo il blitz nel capannone

Il titolare ha assunto con un regolare contratto di lavoro otto dei dieci dipendenti sorpresi a lavorare senza tutele nella ditta di via Philips

Per il capannone di via Philips a Monza dopo che la Polizia Locale insieme al personale dell'Ispettorato del Lavoro aveva scoperto dieci operai privi di qualsiasi tutela e contratto di lavoro lo scorso 4 maggio erano scattati i sigilli. Quello che aveva tutta l'aria di essere l'ennesimo colpo diretto al contrasto del lavoro nero in realtà poi ha avuto, con grande soddisfazione da parte delle forze dell'ordine e dei lavoratori, un lieto fine inatteso.

Il titolare dell'attività infatti ha versato la sanzione necessaria per poter riaprire l'azienda e riprendere l'attività e ha assunto con un regolare contratto di lavoro otto dipendenti dei dieci sorpresi a essere impiegati in nero nella sua ditta. I sette lavoratori dello Sri Lanka in regola con i documenti hanno firmato il contratto insieme a un connazionale che è riuscito a regolarizzare la sua posizione grazie all'impiego e ad avviare l'iter per la richiesta del permesso di soggiorno. 

Per le altre due persone prive di documenti invece era stato necessario rivolgersi all'Ufficio Immigrazione della Questura di Milano. In seguito all'esito positivo dell'intervento dal comando di via Marsala hanno espresso soddisfazione per il riconoscimento dei diritti dei lavoratori reso possibile grazie ai continui servizi di monitoraggio e controllo effettuati dalla polizia locale sul territorio.

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