"Ciao Matteo, noi ora vogliamo cambiare le cose per te"

I ragazzi della 2ªD del Liceo Paolo Frisi hanno voluto dedicato una lettera al loro amico morto, lo scorso marzo, in un incidente stradale: "Ci hai fatto sentire piccoli, ma ci hai fatto crescere"

La bici fantasma dedicata a Matteo (Foto da Fb)

Hanno deciso di non volersi fermare soltanto al ricordo, per quanto bello ed emozionante. Hanno deciso di voler andare oltre. Hanno deciso di voler provare a trasformare, per quanto possa essere difficile, quella morte in una nuova partenza. In un nuovo cambiamento. 

Il tutto perché non ci siano più morti da piangere. Perché non ci sia mai più un Matteo Trenti. I ragazzi della “Critical mass” di Milano, che domenica hanno ricordato il sedicenne investito e ucciso a fine marzo, hanno pubblicato e diffuso la lettera che i compagni di classe hanno dedicato a Matteo. Quella stessa lettera che gli amici hanno letto - tra le lacrime - mentre in via Azzone Visconti veniva deposta la “bici fantasma” dedicata al giovane scout scomparso

“Ciao Matteo,

L’ultima volta che ti abbiamo salutato ti domandavamo come stavi. Non abbiamo più bisogno di risposte. Sappiamo che sei lassù, con l’ultimo sorriso impresso sul volto. Lo stesso sorriso il cui sguardo incrociamo tutti i giorni, accanto al tuo banco. Un fermo immagine, dove gli occhi non si chiudono, i cuori non si spezzano. L’appello, raggiunta la lettera T, non ha più senso. 

Una lezione di latino senza di te è vuota. Il tuo sguardo assorto, il tuo ricciolino ribelle, il mento che corrucciavi nel tentativo di ricordare quel paradigma, sbiadiscono. Giocare a basket senza di te ha un gusto amaro. Perché sei quella “tripla di LeBron James che non si scorderà mai”. Ti ricordi il Cavallone d’Africa? Il torneo di calcetto del Frisi, ora è dedicato anche a te. Abbiamo partecipato ma, come forse già sai, non ne siamo proprio usciti campioni. Ma abbiamo giocato col cuore, col tuo ricordo a scandire i battiti.

Matteo ci hai fatto sentire tanto piccoli e impotenti, ma poi ci hai fatto anche crescere. Più in fretta del previsto, tutto d’un colpo ed ora vogliamo sentirci utili. Perché è vero, la catena della bici è caduta ma ora si è rimessa in moto, cigola ma è tinta di bianco adesso. Noi quella bicicletta non la vediamo legata ad un palo, la immaginiamo sfrecciare via, con te in sella.

Ora vogliamo essere d’aiuto. Se siamo qui, con te, è perché vogliamo cambiare le cose. Vogliamo arrivare a casa, la sera e poter essere orgogliosi di sussurrarti: “Teo, c’è una nuova ciclabile a Monza.” “Matteo che bello poter andare a scuola in bici, finalmente sicuri!” E così andremo avanti, non sempre vincenti, ma sicuramente vicini a te.

Ciao Ricciolino d’amore,

I tuoi compagni 2ª D Liceo Paolo Frisi Monza”

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