"Basta tracciare righe colorate sulla carta"

La lettera che l'Associazione HQ San Fruttuoso 2000 ha inviato al sindaco di Milano Giuliano Pisapia

OGGETTO: Istanza per il rilancio di “M5-Garibaldi FS-Monza” (Accordo di Programma 1999).

L’intera area metropolitana di Milano è soffocata dal traffico e i dati sull’inquinamento continuano ad essere molto negativi. Se si vogliono fare interventi duraturi, un ruolo fondamentale è svolto dalle linee di trasporto pubblico, in particolare dalle metropolitane, che garantiscono frequenza e rapidità per gli spostamenti dei cittadini.

Dagli anni sessanta a oggi, la realizzazione di diverse linee di metrò dentro il perimetro del Comune di Milano non ha risolto i problemi, ed è evidente la ragione: Milano richiama migliaia di pendolari i quali, ci consenta di sottolinearlo, sono indispensabili per la sua attività economica. A loro non è data un’adeguata offerta di trasporto pubblico.

Guardando a raffronti corretti con le altre grandi città europee (ISFORT/EMTA/GART), si evidenzia come da noi ci siano troppe linee dentro il Comune di Milano e troppo poche (o meglio quasi nessuna) che si estenda nei Comuni dell’area. Se si valutano i chilometri di metrò in rapporto a superficie e popolazione servite, lo squilibrio risulta ancora più evidente perchè Milano, con i suoi 67,6 km di rete per milione di abitanti, ha oggi – sembra incredibile, ma è così – addirittura quasi il doppio di linee rispetto a Londra. Milano ha tra l’altro anche linee tranviarie per 127 km/milione di abitanti, il che porta l’offerta complessiva ad un vero record in Europa, ma senza per questo avere inciso realmente sulla riduzione del traffico automobilistico e sulle scelte di mobilità.

Gli sviluppi ulteriori della rete metrò esclusivamente dentro la città di Milano, così come indicati nel vostro PUMS, rappresentano una prospettiva sempre più squilibrata e sempre meno utile ed efficace, generando tra l’altro maggiori carichi di traffico e più inquinamento nelle vostre periferie.= La ns. Associazione sta raccogliendo, nei comuni di Monza, Lissone e Muggiò, firme (siamo già oltre le 9.000) per chiedere la realizzazione di una metropolitana che colleghi Milano alla nostra area, in sostanza un prolungamento della M5 che, attraverso Cinisello Balsamo, arrivi sino al nord di Monza. Le chiediamo di aderire alla nostra iniziativa, guardando a Milano e Monza come si guarda a Parigi e Versailles.

Milano può fare molto al tavolo degli Enti che si occupano della M5, che è nata – corre l’obbligo di ricordarlo – da un Accordo di Programma del 1999 che si chiama “Monza Metropolitana, collegamento tra la stazione FS Garibaldi e la città di Monza”. L’estensione della M5 da Garibaldi a San Siro è già una forzatura di quell’accordo. Le ipotesi che ora si fanno su un’ulteriore tratta della M5 da San Siro a Settimo sono incoerenti e sproporzionate rispetto alla domanda di mobilità d’area.

Riteniamo che sia il momento di tornare all’obiettivo originario dell’Accordo di programma del ‘99 per sviluppare finalmente la linea viola verso Cinisello Balsamo e la Brianza, ben sapendo che i dati origine-destinazione degli spostamenti di persone non solo giustificano questa scelta, ma anzi la sollecitano come urgente (analisi MM Spa 2007 e 2012). A Monza e in Brianza abbiamo l’area più densamente urbanizzata d’Italia (dati Istat), ma il trasporto pubblico di massa è praticamente inesistente. L’unico asse ferroviario, la Milano-Chiasso, è destinato al crescente traffico internazionale e non consente uno sviluppo adeguato per le linee “S” regionali, questione nota agli Enti pubblici da almeno 15 anni.

Noi vi invitiamo in modo accorato ad analizzare la realtà, invece di tirare righe colorate sulla carta in base a dati vecchi fondati su una logica altrettanto vecchia. Chi come noi è attivo sul territorio registra che, di fronte alla ormai insostenibile carenza di trasporto pubblico veloce di massa, è crescente lo scontento dei cittadini della periferia nord del Comune di Milano e dei cittadini di Cinisello, Monza, Lissone e Muggiò. Su questo tema/problema si moltiplicano le forme di aggregazione popolare (Comitati Pendolari e Associazioni spontanee locali) e temiamo stiano per esplodere proteste molto diffuse.

Se Milano è una grande città, deve saper tutelare le sue periferie e deve impegnarsi con il suo peso per garantire un servizio adeguato ai pendolari che concorrono a fare Milano grande.

Se Milano è una grande città metropolitana, deve liberarsi della sua visione ottocentesca monocentrica, che si traduce in una difesa “feudale” dell’area dentro la cerchia dei Bastioni, e deve saper assumere con atti tempestivi e concreti un vero ruolo guida lungimirante, a cominciare dal tema fondamentale del TPL.

Qualora lo ritenga, faccia acquisire la presente come Osservazione al PUMS varato dalla Giunta.

Nel ringraziarla per l’attenzione, chiediamo cortesemente una risposta scritta alla presente Istanza, nei tempi e nei modi previsti dalla Legge 241/90.

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