Il sindaco di Lissone contro Le Iene in una lettera ai concittadini

Nella missiva scritta per i lissonesi il primo cittadino Concettina Monguzzi dichiara l'intenzione di procedere legalmente contro il programma

Il sindaco di Lissone Concettina Monguzzi

“Cari Cittadini, sento il bisogno di scrivervi per condividere con voi quello che sta succedendo a Lissone”.

Esordisce così Concettina Monguzzi, scegliendo queste parole per aprire la sua missiva ai concittadini, dopo i fatti inerenti a una delicata vicenda familiare di una donna maltrattata dal marito che coinvolge anche l’affido di due bambini che il programma Le Iene aveva denunciato attraverso il filtro televisivo, con un servizio che a detta dell’amministrazione comunale era “di parte”.

Un’apparizione sul grande schermo che aveva demolito l’immagine dell’istituzione comunale e dei servizi sociali dove i diretti referenti del caso, che si specifica non essere di Lissone, erano fuggiti di fronte alle telecamere che chiedevano risposte e dove l’unica, invece, a metterci la faccia era stata proprio il sindaco Monguzzi.

“Per mezz'ora ho spiegato all'intervistatore che i documenti in suo possesso raccontavano solo una parte della vicenda e che sull'altra avevo doveri di riservatezza assoluta; ma niente di tutto ciò è poi apparso nel prodotto finale” si legge nella lettera del primo cittadino lissonese.

”La trasmissione televisiva entrata nelle vostre abitazioni, infatti, ha offerto a tutti voi, ignari spettatori, e a tutta l'Italia un'immagine del tutto distorta, infamante e denigratoria della mia persona, del mio ruolo di donna, di madre e di Sindaco, e degli uomini e delle donne che lavorano al mio fianco, di Lissone stessa.

“E' dal giugno 2012 che i Servizi sociali comunali, in seguito a un provvedimento del Tribunale dei Minorenni che ha disposto riguardo all'affidamento dei minori, seguono il caso in base al mandato ricevuto e si sono attenuti sempre e solo alle disposizioni di quel Tribunale, tra cui l'allontanamento temporaneo dei minori dalla madre e il loro affidamento congiuntamente al Comune di Lissone e a un altro Comune, incaricando i Servizi sociali di Lissone di regolamentare i rapporti con la madre per un determinato tempo” continua a spiegare, cercando di non lasciare nessun aspetto della vicenda senza riferimenti e chiarificazioni.

A fare più male alla sindachessa, come spiega attraverso le sue stesse parole, è stato il fatto che “la decisione cioè di rispondere a viso aperto alle domande delle "Iene", sono state completamente tradite attraverso tagli artificiosi della mia intervista e facendo apparire i nostri uffici incompetenti e indifferenti alla situazione umana di una mamma”.

Ma sull’episodio la Monguzzi e Lissone non passeranno sopra tanto facilmente infatti, come si rivela nel passaggio conclusivo della lettera ai cittadini, il sindaco ha deciso di procedere legalmente contro la trasmissione per il “fazioso” servizio proposto.

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