Lettere anonime a politici, sportivi e vip: indagata anche una 54enne monzese

Le indagini della squadra mobile di Milano: nei guai un ex "ghisa" e la sua compagna di Monza

Inviava lettere anonime

Insospettabile ex "ghisa" in pensione, da circa due anni mandava lettere anonime a praticamente chiunque: politici, gente dello spettacolo e dello sport, vip in genere. Appassionato di cronaca e politica, molto informato sulla più stretta attualità, prendeva spunto dalle notizie e inviava le lettere ai "diretti interessati", tutte uguali: francobolli di Paesi lontani (gli ultimi erano azeri), scritte in stampatello nero, sulla busta soltanto l'indirizzo del destinatario e, al posto del mittente, parole di "riferimento" come "assassini" o "accozzaglia". All'interno pezzi di carta igienica imbrattati con escrementi del suo cane.

Migliaia le lettere anonime che l'uomo, 71enne di Rozzano, ha inviato in tutta Italia e in qualche caso anche all'estero, con la complicità della compagna monzese 54enne. Tutto è partito, secondo il racconto dello stesso 71enne, quando ascoltò, circa due anni fa, in televisione un racconto di Jacopo Fo su una rivolta a Bologna nel Medioevo, quando il popolo - non avendo munizioni - pensò di lanciare escrementi all'indirizzo del palazzo dei nobili. 

Gli agenti della Digos di Milano si sono messi sulle sue tracce concentrandosi sulla zona tra Rozzano e Basiglio, dove - secondo le Poste - venivano imbucate le lettere. Hanno quindi "presidiato" le varie buche della zona e - il 24 gennaio - hanno individuato una donna, la 54enne monzese che, uscita dalla sua autovettura, si stava recando proprio ad una buca per spedire varie lettere che teneva in mano. Fermata, l'hanno perquisita. Le lettere erano proprio come quelle anonime. In casa della coppia ce n'erano all'incirca cento, alcune già pronte, altre in preparazione.

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E, sempre in casa, l'uomo teneva anche un quaderno su cui annotava attentamente tutti gli indirizzi a cui aveva spedito le lettere anonime, talvolta anche con la "motivazione". Nell'elenco anche istituzioni (varie sedi di regioni) e squadre di calcio anche estere, che a suo dire "truccavano" le partite. 

L'uomo, sulle prime, ha negato l'addebito ma poi ha ammesso tutto e si è rivelato un "fiume in piena", sfogandosi con gli agenti e ringraziandoli per averlo "fermato". La sua era diventata una vera e propria mania compulsiva, che la compagna in qualche modo avallava senza esserne però responsabile. L'ex vigile risponde ora di minacce, ma anche di detenzione abusiva di munizioni. In casa, oltre ad una pistola regolarmente denunciata (che però gli è stata sequestrata in via precauzionale), c'erano anche più proiettili di quelli consentiti dalla legge.

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