Venerdì, 22 Ottobre 2021
Cronaca Limbiate

Da tre mesi congelato all’obitorio: nessuno si fa vivo per il funerale

Dramma della solitudine a Limbiate: esequie comunali per Salvatore Albanese, ex portalettere di Limbiate: morto l'estate scorsa, non aveva più né parenti né amici

LIMBIATE – Per tutta la vita ha sempre vissuto da solo. E – alla fine – da solo è pure morto. Un destino segnato – e forse anche cercato – quello di Salvatore Albanese. Ex portalettere del comune di Limbiate, in pensione da qualche anno, tre mesi fa è morto. Nessuno se ne era accorto: ad avvisare le forze dell’ordine erano stati i vicini di casa che sentivano un cattivo odore provenire dalle sue finestre. Era il 28 luglio: un brutto momento per morire.

E infatti, nessuno si è fatto vivo per fare un funerale al pover uomo. Non sapendo che fare, il Comune ha portato il corpo all’obitorio di Milano. Ma la speranza che qualche congiunto si presentasse si è assottigliata giorno dopo giorno. Sono state effettuare ricerche a Limbiate, poi a Milano e infine perfino nel piccolo comune in provincia di Reggio Calabria dove Albanese era nato e dove non era più tornato. Tutto inutile.

Il portalettere non si era mai sposato. Dopo aver perso i genitori in tenera età, era stato adottato da un’altra famiglia. Ma neppure uno dei parenti adottivi si è presentato: né per fare un funerale, né per riscattare la modesta eredità.

Albanese – descritto dai vicini di casa come un tipo molto solitario – non aveva più neppure un amico affezionato. Così il comune di Limbiate non ha avuto scelta: ha disposto il prelievo della salma e – dopo un funerale - la sua sepoltura al cimitero di Pinzano.

 

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