"La sabbia nelle tasche": viaggio nella miseria del lissonese Filippo Grilli

Il regista brianzolo Filippo Grilli è giunto alla terza pellicola affrontando temi non facili come la spiritualità e la solidarietà. E ogni volta l'incasso va in beneficenza

Un fotogramma del film

LISSONE – Arte, valori e solidarietà. C’è tutto questo nel lavoro della Gpg Film, una piccola società cinematografica fondata dal regista di Lissone Filippo Grilli. I suoi film ottengono consensi importanti dalla critica. Hanno un buon successo di pubblico, pur affrontando temi «non facili» come i valori cristiani e la mondialità. Non solo: mettono in moto la solidarietà. L’incasso viene devoluto a favore di progetti missionari nel mondo. Come una missione che accoglie bambini nel Togo oppure un’associazione che aiuta chi abita nelle favelas brasiliane, o una missione dei padri Barnabiti in Congo.

LA SABBIA NELLE TASCHE - L’ultima fatica realizzata da Filippo Grilli è la Sabbia nelle tasche. Girato con 20 attori principali, 50 comprimari e 200 comparse, ha affrontato il tema «difficile» dell’integrazione. Tre maghrebini arrivano dall’Africa in Italia. Li spingono a lasciare le proprie radici e le proprie famiglie la disperazione e la fame. Sanno a che cosa andranno incontro: incomprensioni, ostilità, la chiusura di una popolazione sempre più ripiegata su se stessa e abbrutita dalla crisi economica. A sorpresa, trovano anche altri valori: il valore dell’accoglienza, così radicato nel nostro paese e anche in Brianza, tante persone disposte ad aiutarli e a dare loro amicizia, la possibilità di costruire una nuova vita. Dopo il grande successo ottenuto a Lissone e a Biassono, il film sarà proiettato a Monza (15 gennaio, ore 15.30 e ore 21 Cinema Villoresi, piazza Carrobiolo).

REGALO - «Il più bel regalo che ho ricevuto quest’anno – ha spiegato Filippo Grilli – sono state le oltre 1400 persone che hanno visto il mio film la sabbia nelle tasche durante le proiezioni a Lissone e Biassono. I primi 500 dvd stampati sono andati esauriti, e ora sono in ristampa».

LA TRAMA - La trama del film è emozionante: al commissariato di Genova è trattenuto un giovane marocchino, accusato di furto in un centro commerciale della citta, il suo nome è Abdel Rahim. Ma chi è nella realtà Abdel? Uno dei tanti clandestini sbarcati in Italia, un piccolo delinquente, come indicano i testimoni del furto, oppure dietro il suo crimine si nasconde qualcos'altro? La sabbia nelle tasche racconta una vicenda di miseria e dolore, narra, in un incessante incalzare di avvenimenti, il lungo cammino attraverso un'Europa che se a tratti lo respinge, talvolta anche lo aiuta. Il film ne ripercorre le tracce, dalle spiagge del Marocco all'Italia e osserva attraverso i suoi occhi il progressivo svanire delle speranze, la difficile lotta per la sopravvivenza fino alle lusinghe del denaro facile, una seduzione che lo condurrà all’arresto.

GLI ALTRI LAVORI - I temi di grande importanza sociale e i valori spirituali e dell’interiorità hanno sempre interessato Filippo Grilli. Nel suo primo film, Se non in fotografia, del 2008, racconta una storia della Seconda Guerra Mondiale avvenuta a Lissone. In voglio essere profumo del 2010 rievoca la figura di un giovane seminarista morto a 24 anni. Non è riuscito a diventare sacerdote a causa di un male incurabile, eppure la sua figura ha lasciato semi di spiritualità in tanti ragazzi che hanno avuto la fortuna di conoscerlo.

Una parte dell’incasso raccolto in ogni proiezione dei film viene devoluto per un progetto solidale, ogni volta diverso. Perché se è infinito il bisogno, infinita può essere anche la generosità.

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