Cronaca

Il negoziante attiva al cliente il codice per la lotteria degli scontrini: è boom di acquirenti

Il servizio (gratuito) viene offerto da Lorenzo Cattani, negoziante monzese. In pochi giorni oltre 150 persone si sono rivolte al negoziante per attivare il servizio e nel frattempo fare acquisti. "Per poter emettere lo scontrino della lotteria ho speso circa 350 euro per ogni negozio, ma non avevo alternativa"

Tutti pazzi per la lotteria degli scontrini: il negoziante in dieci giorni ha attivato oltre 150 codici della lotteria ai suoi clienti. Non ha fatto in tempo a spargere la voce che in tanti, non solo nel suo quartiere, sono accorsi nel suo negozio per farsi attivare il servizio e tentare la fortuna con qualche acquisto.

Accanto ai negozianti che non hanno accolto con favore la lotteria degli scontrini (soprattutto per i costi necessari alla sua attivazione), c’è anche chi ha subito abbracciato l’iniziativa cercando di diffonderla tra i suoi clienti, e mettendosi a disposizione di quelli che sono poco avvezzi con le nuove tecnologie, attivandola personalmente.

Questa la scelta (controcorrente) di Lorenzo Cattani, negoziante monzese che gestisce l’attività di famiglia di via Cavallotti. Nei suoi due negozi di abbigliamento, intimo e profumeria è un via vai di clienti (ma non solo) che chiedono al commerciante di aiutarli ad attivare la lotteria degli scontrini.

“Non solo persone anziane, o poco smart – spiega -. Ma anche ragazzi e quarantenni che spesso non hanno tempo e delegano. Non pensavo che ci sarebbe stato tutto questo interesse, ma i monzesi, come gran parte del popolo italiano, dimostrano di essere amanti delle lotterie e di voler comunque tentare la fortuna. Per fortuna non ho clienti che mi chiedono di suddividere il conto in più spese, per il cashback. Solo una signora mi ha chiesto di suddividere la spesa di 60 euro, in tre scontrini da 20”.

Per emettere questo particolare scontrino Lorenzo Cattani ha dovuto mettere mano al portafogli. “Ho speso 200 euro per l’aggiornamento del registratore di cassa, e 150 euro per l'acquisto dell’apposita pistola che legge gli scontrini. Cifra che, nel mio caso, va raddoppiata avendo due negozi”.

L’esercente è comunque soddisfatto della scelta fatta. “Non abbiamo alternative, e in questo anno di pandemia o impariamo ad adeguarci, oppure rischiamo di dover chiudere bottega. E io non ho assolutamente intenzione di arrendermi, dopo tutti i sacrifici fatti in questi anni dai miei genitori”.

Cattani a marzo, durante il primo lockdown, si era inventato la consegna a domicilio; poi l’acquisto personalizzato con la videochiamata o direttamente a casa del cliente. “Non ci resta che alzarci le maniche e adattarci, per l'ennesima volta. Questo è uno dei periodi peggiori; i soldi non mancano, ma le persone hanno paura di spendere. E rispetto al passato comprano di meno, e puntano sulla qualità”.
 

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