Real Bodies, malori anche per i visitatori brianzoli della mostra: già 65 gli episodi

Una coppia di visitatori monzesi arrivati in moto all'esposizione a Milano, dopo aver accusato un malore, è stata costretta a rientrare in taxi a Monza

Malori, svenimenti e nausea. Tra i visitatori che non hanno retto davanti ai cadaveri e agli organi umani "veri" esposti in occasione della mostra "Real Bodies" a Milano ci sono stati anche diversi brianzoli.

La media, importante, è di tre malori al giorno, per un totale di sessantacinque episodi dalla data di inaugurazione della mostra internazionale di anatomia che sarà accessibile fino al 29 gennaio 2017 all'interno dello Spazio Ventura XV di Lambrate. Tanto che all'interno dell'esposizione l'organizzazione ha pensato di allestire un locale infermeria per far riprendere i visitatori e la società sta anche valutando di dotarei locali di un defibrillatore. 

Tra i sessantacinque visitatori che hanno accusato malori il 10% è arrivato da Monza e dalla Brianza. A star male con capogiri o nausea sono stati sei residenti del capoluogo brianzolo e periferia alla vista dei 40 cadaveri umani e degli oltre 300 organi conservati attraverso il procedimento della polimerizzazione che sostituisce i fluidi con polimeri cristallizzando forma e dimensioni anatomica dei corpi.

Un'incidenza di svenimenti nella norma, addirittura inferiore a quella registrata nella precedente edizione di Lisbona che arrivò a totalizzare 220.000 ingressi in cinque mesi di apertura.

“Per fortuna nessun caso preoccupante che abbia richiesto l'allerta del 118” commenta il patron e promoter mondiale della mostra, Mauro Rigoni “tutti i visitatori brianzoli svenuti sono stati seguiti dal nostro personale finché non si sono ripresi”.

“In particolare ci è dispiaciuto per il disagio per un malore sopportato da una coppia di 50enni motociclisti monzesi arrivati in mostra a metà ottobre sulle due ruote ma tornati a casa in taxi” ricorda Rigoni “la visita era andata bene fino a che non sono giunti nella sala dell'apparato osseo ed hanno potuto osservare da vicino il corpo plastinato con le protesi agli arti ed alla spina dorsale. È stato a quel punto che il motociclista, un uomo imponente, ha provato un forte malessere e si è sentito soffocare, tanto che la sua compagna ha chiamato lo staff della mostra per aiutarlo perché non riusciva a sorreggerlo essendo molto più grande di lei”.

“Fatto distendere in infermeria della mostra ed arieggiato a dovere” continua Rigoni “l'uomo ha ripreso colorito ed ha raccontato che alla vista delle protesi del plastinato con le protesi alla spina dorsale gli è presa una forte emozione perché era stato operato alla schiena alcuni anni prima e gli avevano saldato alcune vertebre lombari. La coppia, nonostante il motociclista stesse meglio, ha preferito interrompere la visita e non se l'è comunque sentita di ritornare in moto fino a Monza. Per questo ci ha chiesto se potevamo chiamargli un taxi per riportarli a casa per poi venire a riprendersi il mezzo in un secondo momento, e così abbiamo fatto”.

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