Maltrattamenti alla materna sui bimbi, il Codacons: "Telecamere all'asilo e nelle scuole"

La proposta avanzata dal Codacons dopo l'arresto di una maestra di scuola materna a Varedo

Telecamere negli asili e nelle scuole elementari. Questa la richiesta avanzata dal Codacons che è intervenuto sulla vicenda dei maltrattamenti sui bambini portati alla luce da un'indagine dei carabinieri della compagnia di Desio a Varedo, all'interno di una scuola materna ad opera di una maestra i quarantacinque anni, arrestata. 

"Si tratta dell’ennesimo caso di violenze su bambini registrato in una struttura scolastica italiana" ha detto il Codacons. “Ancora una volta i bambini sono vittime di maltrattamenti da parte degli insegnanti, e si stanno moltiplicando i casi di violenza negli asili portati alla luce solo grazie a telecamere nascoste installate dalla magistratura – commenta il presidente Marco Maria Donzelli – Questo dimostra come sia necessario installare telecamere di videosorveglianza in tutti gli asili e scuole elementari d’Italia, per controllare l’operato del personale scolastico ed evitare abusi e violenze che possono avere conseguenze anche gravi sui bambini."

"In tal senso chiediamo al Parlamento che fine abbia fatto il Ddl sull’installazione di telecamere a circuito chiuso negli asili e nelle strutture socio assistenziali per anziani, approvato nell’ottobre del 2016 alla Camera, di cui al momento non si sa più nulla, nonostante l’evidente urgenza di provvedimenti in materia” ha concluso Donzelli.

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Maltrattamenti all'asilo: il video 

Maltrattamenti alla scuola materna a Varedo

Le indagini a Varedo sono scattate in seguito alla denuncia presentata dal dirigente scolastico che aveva raccolto numerose segnalazioni da parte di alcuni genitori che riferivano una minore serenità dei figli e presunte punizioni inflitte ai bambini. I militari hanno installato una telecamera nascosta e hanno fatto partire intercettazioni ambientali e audio, scoprendo che cosa avveniva in classe e cosa erano costretti a subire i bambini. Sciocco", "stupido", "Vai al cimitero" e altre frasi minatorie pronunciate per sottomettere e rendere succubi i bambini. E poi schiaffi, strattoni, colpi sul capo e in un caso anche un calcio in testa. In una settimana gli inquirenti sono riusciti ad attestare almeno cento episodi di "maltrattamenti", osservando da vicino il comportamento della donna di fronte ai bambini.

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