Strage di Nizza, Monza scende in piazza per dire no al terrorismo

"Non c'è contenuto religioso, culturale o ideologico che possa giustificare il terrorismo: la strada è quella di difendere libertà e democrazia denunciando ogni violenza" ha detto il sindaco Scanagatti

Sono state tante le persone che martedì a Monza sono scese in piazza per condannare il terrorismo e il tragico attentato di Nizza dove hanno perso la vita oltre ottanta persone tra cui sei italiani.

Il presidio è stato indetto da CGIL CISL UIL di Monza e Brianza per commemorare le vittime del folle atto terroristico di Nizza ed esprimere solidarietà alle famiglie coinvolte. “Non c’è contenuto religioso, culturale o ideologico che possa giustificare il terrorismo: la strada è quella di difendere libertà e democrazia denunciando ogni violenza. Monza tutta esprime anche attraverso questo presidio cordoglio e vicinanza alle vittime e ai familiari” ha detto il Sindaco Roberto Scanagatti che – insieme a Maurizio Laini, segretario della CGIL e a Rita Pavan, segretaria della CISL – ha preso la parola nel corso della breve manifestazione.

Sotto l'Arengario accompagnate dalle note della marsigliese, l’inno nazionale francese, in si sono radunate più di centoventi persone che hanno parlato tra di loro di terrorismo, di guerra, di paura e democrazia, esprimendo – anche con volti particolarmente bui, amarezza, disagio e grande preoccupazione.

”Non dobbiamo avere incertezze nella difesa delle nostre libertà, delle nostre conquiste democratiche, della qualità della nostra vita e della nostra cultura. E contemporaneamente dobbiamo ricercare la pace: non smettere di denunciare le violenze e gli atti di guerra e di terrorismo da qualsiasi parte provengano. La missione del Sindacato è la pace e la libertà, prima di ogni altra: la ricerca del dialogo, della convivenza, dell’integrazione è un bene prezioso per il nostro presente e il nostro futuro. Anche gli errori che abbiamo fatto non possono essere motivo per indebolire l’esecrazione di gesti feroci che colpiscono con il terrore l’umanità, l’Europa prima ancora che i cittadini francesi. Non smetteremo di lavorare per la pace e di difendere le nostre libertà” ha detto Maurizio Laini.

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