"Marcia degli uomini scalzi" anche a Monza: protagonista la solidarietà

Alle 19 di venerdì tantissime persone si sono date appuntamento sotto l'Arengario e un serpentone solidale si è snodato tra le vie del centro storico del capoluogo brianzolo

La Marcia degli uomini scalzi a Monza (Foto da Facebook/Altragora)

Tutti scalzi. Così hanno camminato per le vie del centro storico monzese le tantissime persone, donne uomini e bambini, che anche a Monza sono scese in piazza per la marcia solodale a sostegno dei profughi.

Anche la Brianza ha scelto di essere solidale e di mostrare la propria vicinanza a chi ha perso tutto e scalzo, svestito di tutto e a volte rinunciando anche alla propria dignità, cerca la salvezza. 

Venerdì 11 settembre, alle ore 19 l'appuntamento è stato in Arengario e da qui la passeggiata collettiva, che ha visto sfilare naturalmente a piedi scalzi, tantissime persone è proseguita per le vie cittadine fino a Largo Mazzini. La manifestazione, a Monza così come in tante altre città italiane, è stata organizzata a per mostrare la propria vicinanza agli immigrati arrivati negli ultimi mesi in Italia. 

Le adesioni sono arrivate da parte della Cgil, Cisl, Uil, Arci Mb, Anpi Mb e Tavola della pace Mb.

“E’ arrivato il momento di decidere da che parte stare - è l’appello della Cgil -. E' vero che non ci sono soluzioni semplici e che ogni cosa in questo mondo è sempre più complessa. Ma per affrontare i cambiamenti epocali della storia è necessario avere una posizione, sapere quali sono le priorità per poter prendere delle scelte”. 

“Noi stiamo dalla parte degli uomini scalzi - aveva spiegato la sigla sindacale -. Di chi ha bisogno di mettere il proprio corpo in pericolo per poter sperare di vivere o di sopravvivere. E' difficile poterlo capire se non hai mai dovuto viverlo. Ma la migrazione assoluta richiede esattamente questo: spogliarsi completamente della propria identità per poter sperare di trovarne un'altra. Abbandonare tutto, mettere il proprio corpo e quello dei tuoi figli dentro ad una barca, ad un tir, ad un tunnel e sperare che arrivi integro al di là, in un ignoto che ti respinge, ma di cui tu hai bisogno”.

Proprio per loro, tutta Italia, Monza compresa, venerdì è scesa in piazza. Scalza. 

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