L'azienda si converte e produce mascherine in gomma da donare alla protezione civile

L'intuizione di un dipendente della Negri Bossi di Cologno Monzese e la riconversione con una capacità produttiva di 500 mascherine l'ora

La mascherina realizzata e prodotta dall'azienda

La cassa integrazione, i momenti di difficoltà e la voglia di non mollare, di mettersi in gioco per fare del bene. Anche al lavoro, dopo vent'anni vissuti in prima linea come volontario della Croce Bianca. E così Ruggero Galbusera, Responsabile dello stampaggio e volontario, insieme a Maurizio Seregni, Direttore Operativo, ha proposto di riconvertire parte della produzione dell'azienda, la Negri Bossi, che a Cologno Monzese realizza presse ad iniezione per lo stampaggio di materiale plastico.

Dallo scorso 9 aprile le macchine a iniezione vengono utilizzate per la produzione di mascherine per contrastare la diffusione del COVID‐19. I due lavoratori hanno recuperato uno stampo per realizzare mascherine protettive e hanno proposto ai rappresentanti sindacali, ai colleghi e alla direzione l'idea di riconvertire parte della produzione per stampare maschere protettive in elastomero termoplastico, destinate alla collettività. L'idea è stata subito accolta favorevolmente e sono stati presi contatti con la protezione civile di Monza e Brianza.

“Oggi la fabbrica è in grado di produrre 500 mascherine l'ora – raccontano i rappresentati dei lavoratori - sono in TPE, materiale scelto per la sua flessibilità e sono igienizzabili in acqua bollente e con sapone neutro. Tutti i lavoratori hanno accolto con favore la scelta, in una situazione così drammatica, di poter dare un contributo a chi ne ha bisogno".

Le mascherine - che sono in gomma e trasparenti per non limitare il campo visivo - verranno messe a disposizione gratuitamente per la protezione civile e altre associazioni e per le famiglie dei dipendenti, 200 in tutto per cui l'azienda ha sottoscritto un accordo per la cassa integrazione che prevede anche una integrazione al reddito che garantisce il 100% dello stipendio. 

"E' bello poter mettere a disposizione il nostro saper fare in un momento così complicato per tanti lavoratori e per tante famiglie. Come rappresentanti sindacali della Fiom siamo orgogliosi che da questa fabbrica esca un messaggio come questo: è fondamentale mettere al centro la solidarietà tra persone” spiegano i delegati sindacali.

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