Cronaca

Gioia e commozione accolgono Papa Francesco al Parco di Monza

"Siamo tutti membri del Popolo di Dio, un popolo multiculturale e multietnico. Questa è la nostra ricchezza. Un Popolo che non ha paura di dare accoglienza a chi ne ha bisogno" ha detto il Pontefice

Il Papa nel Parco di Monza (Foto Melley/MonzaToday)

Atmosfera di festa, sorrisi e tanta emozione a Monza per l'arrivo di Papa Francesco. Il Pontefice è arrivato nel capoluogo brianzolo poco prima delle 15 e ha raggiunto il Parco dove era atteso da migliaia di fedeli per la celebrazione della messa.

Il Pontefice è giunto a Monza per la quarta tappa della visita pastorale nelle terre ambrosiane dopo aver incontrato questa mattina a Milano i residenti delle Case Bianche, nel quartiere Forlanini, i fedeli in piazza Duomo dove c'è stato l'Angelus e la benedizione. Poco prima della una il Papa si è spostato all'interno del carcere di San Vittore dove ha incontrato i detenuti e ha pranzato in loro compagnia.

A Monza invece il Pontefice ha celebrato la Santa messa in rito ambrosiano insieme a quattro Cardinali di origine ambrosiana (Angelo Scola, Gianfranco Ravasi, Francesco Coccopalmerio e Renato Corti), 40 Vescovi e oltre un migliaio di sacerdoti di cui 70 anziani o con disabilità.

Dopo essere stato accolto con immensa gioia dai fedeli, il Pontefice ha raggiunto l'area del palco accompagnato dai canti del coro, formato da cinquecento elementi. In sacrestia Papa Francesco è stato accolto dalle autorità Pietro Luigi Ponti, presidente della Provincia di Monza e Brianza, Giovanna Vilasi, prefetto di Monza e Roberto Scanagatti, sindaco di Monza.

Nella commozione generale hanno preso avvio le celebrazioni che i presenti hanno potuto seguire attraverso diverso maxi-schermi installati nel prato. L'omelia di Papa Bergoglio, in commento al passo del Vangelo di Luca relativo all'Annunciazione, ha toccato i cuori dei presenti e ha parlato, attraverso le parole della Chiesa e i suoi valori, alla contemporaneità.

"E' un brano piano di vita che mi piace leggere" ha detto Bergoglio, parlando a quasi un milione di fedeli nel prato di Monza. "Dio stesso è colui che prende iniziativa e sceglie, come ha fatto con Maria, di inserirsi nelle nostre vite quotiane". 

"Al pari di Maria anche noi possiamo essere presi dallo smarrimento in tempo di speculazione: si specula sui poveri, sui migranti e sui giovani" ha detto il Pontefice quando "tutto si riduce in cifre". 

"Paradossalmente quando tutto si accelera per costruire in teoria una società migliore alla fine non si ha più tempo per niente e nessuno. Non si ha più tempo per la famiglia, perdiamo il tempo per l'amicizia e per la solidarietà" ha spiegato Papa Francesco.

Tre le chiavi per non perdersi che il Pontefice ha indicato: la memoria, l'appartenenza al popolo di Dio e la sfida della possibilità dell'impossibile. Oltre all'importanza della rievocazione della memoria, guardando al nostro passato "per non dimenticare", Papa Francesco ha anche toccato il tema dell'accoglienza. "Siamo milanesi, siamo ambrosiani" ha detto "Ma siamo tutti membri del Popolo di Dio, un popolo multiculturale e multietnico. Questa è la nostra ricchezza. Un Popolo che non ha paura di dare accoglienza a chi ne ha bisogno". 

La cerimonia si è poi conclusa con i saluti da parte del Arcivescovo Angelo Scola che ha ricordato anche il dramma dei due detenuti che proprio qualche giorno fa, all'interno del carcere di Monza, si sono tolti la vita. Papa Francesco dopo la tappa monzese partirà nuovamente alla volta di Milano dove allo stadio San Siro incontrerà i Cresimandi. Per salutare il Santo Padre dal prato dell'ex Ippodromo si è levato un lungo applauso.

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