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Milano-Meda, vite da tartassati: 3 storie agrodolci tra multe e velox

E pensare che la Provincia era una. Ora Milano e Monza si scannano sul limite sulla superstrada più congestionata. I brianzoli sostengono che i meneghini se ne approfittano per fare cassa. A tradimento. Ecco cosa può capitare

MONZA – Vite da tartassati.  «Sfrecciano» a ottanta all’ora in superstrada. Se vanno a 81, scatta la supermulta. E che batosta.  Le cartelle assottigliano anche di un terzo lo stipendio mensile.

Il braccio di ferro va avanti da settimane. Da un lato la provincia di Monza, "vittima" di un limite troppo basso. Dall’altro quella di Milano, che il limite lo ha messo, sostengono i brianzoli, per fare cassa. Per questo l’assessore lumbard Andrea Monti  sta raccogliendo le storie dei tanti multati, recapitate con i saluti del caso al collega milanese Giovanni De Nicola. A volte c’è da morir dal ridere. Se non fosse che alla fine del mese i soldi sono contati.

Luigi, il recordman delle multe

Luigi, di Lazzate, si è visto recapitare sei verbali in un solo mese. Un pirata della strada? Sì, se è folle viaggiare tra gli 80 e i 90 chilometri all’ora. Eppure i cinque verbali indicano velocità di crociera comprese tra 81 e 86 chilometri all’ora. Moltiplicati per cinque, fanno oltre 350 euro da pagare. L’ultima volta, il caso più grave. Luigi ha toccato  il record di 93 chilometri all’ora. Non è stato il vento a fargli rizzare i capelli in testa, ma la multa: una “sberla” da oltre 230 euro. Morale della favola: Luigi in un mese ha dovuto pagare 585 euro. Come dire che questo mese ha lavorato per finanziare Palazzo Isimbardi.

Il carabiniere

Anche i carabinieri piangono, sull’asfalto della Milano Meda.  Come Nicola, che    vive a lavora a Milano. Ignorando il divieto e la presenza rapace degli autovelox, ha sfrecciato a ben 95 chilometri all’ora. Non proprio un fulmine , considerato che ci sono due corsie per senso di marcia. A velocità supersonica però è arrivata a casa una cartolina verde: conteneva una maxi multa da oltre 230 euro, circa un quinto del suo stipendio mensile.

 

L’insostenibile affettuosità del marito

Poi c’è il il marito affettuoso con la moglie e ancor più premuroso con il suo cane – un pacioso quattro zampe di razza leonberger . L’uomo si è attardato a salutare la consorte prima di far passeggiare il cagnolone in un’area attrezzata di Cormano. I bisogni impellenti non lasciavano spazio a tentennamenti. Risultato: quando è salito in auto, ha dovuto percorrere la Milano Meda alla velocità della luce: 83 chilometri all’ora. Erano le 22 o poco più: ma le telecamere non vanno a nanna. Anzi: di notte scatta pure la maggiorazione. Risultato: una multa da 71 euro che gli ha fatto capire che – di questi tempi – perfino l’affettuosità è un lusso che non possiamo più permetterci.

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