Cronaca

Minacce agli infermieri del drive-through: il sindacato chiede maggiore sicurezza

Dall’1 febbraio il drive through nell’ex area Fiera non è più presidiato: gli infermieri e il personale amministrativo sono spesso vittime d'aggressione, e NurSind ora pretende risposte

Aggressioni verbali, insulti, minacce: gli infermieri del drive through di viale Stucchi temono per la loro sicurezza. E NurSind, il sindacato degli infermieri, ha deciso di scendere in campo per chiedere maggiore tutela.

"Lavorare in queste condizioni non è più ammissibile: chiediamo il ripristino del personale che fino alla fine di gennaio aveva presidiato gli ingressi garantendo accessi ordinati e la viabilità in totale sicurezza, sia per gli operatori sanitari sia per gli utenti che accedono al servizio. Inviate chi volete: associazioni, esercito, agenzie di sicurezza, ma permetterci di lavorare in totale tranquillità e sicurezza”: queste le parole di Donato Cosi, segretario territoriale del NurSind, che da tempo solleva il problema della mancanza di personale adibito alla sicurezza e alla viabilità al drive through monzese.

Dall’1 febbraio il drive through nell’ex area Fiera non è più presidiato: gli infermieri e il personale amministrativo si ritrovano così anche a dover svolgere un servizio di ordine pubblico e di viabilità. I lavoratori sono esasperati: gli utenti, che dovrebbero accedere al drive through esclusivamente tramite prenotazione e che vengono sottoposti al tampone senza scendere dal veicolo, spesso arrivano anche senza appuntamento creando situazioni di grande tensione e rallentando in questo modo il lavoro degli infermieri.

“Non è ammissibile lavorare in queste condizioni. Vengo quotidianamente aggiornato di episodi di colleghi che vengono minacciati da utenti che, malgrado non abbiamo effettuato la prenotazione, pretendono di essere sottoposti al tampone. Sono all’ordine del giorno gli insulti e le minacce al personale: c’è stato persino qualche utente che, uscito dall’automobile, si è sdraiato a terra e ha preteso di essere sottoposto al tampone. Lavorare in questo modo non è possibile: ci vanno di mezzo la salute dei lavoratori e degli altri utenti. Per non parlare dell’ambiente dove vengono eseguiti i tamponi: un piazzale pieno di buche e di fango” ha rincarato Corsi.

Ad oggi, la richiesta ufficiale avanzata al sindaco Dario Allevi e al direttore generale dell’Asst Monza Mario Alparone non ha ottenuto risposta. Quello che il sindacato si auspica, è che presto vengano ripristinate le condizioni di sicurezza necessarie al corretto svolgimento dei tamponi.

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