Cronaca Lissone

"Non ti pago il Tfr". E il muratore minaccia l'ex datore di lavoro

Il muratore da tempo sta aspettando una somma di 40mila euro come trattamento di fine rapporto: ma l'imprenditore non vuole pagare. E l'ex dipendente passa ai fatti. Risultato, va ai domiciliari

LISSONE – Il «Tfr»? Te lo scordi. Sono state – pressappoco – queste le parole con le quali un imprenditore edile di Lissone ha «liquidato» uno dei suoi dipendenti più fedeli che aveva deciso di cambiare lavoro. Ma il muratore – un albanese di 30 anni da tempo residente in Italia – non l’ha presa bene. E ha deciso di convincere l’ex principale a versare la sua liquidazione con metodi persauasivi. Forse, un po’ troppo persuasivi.

Infuriato, l’albanese ha minacciato l’imprenditore: «Se non mi paghi, ti uccido». Non contento, lo straniero ha danneggiato anche gli automezzi dell’azienda. Poi, ha iniziato a pedinarlo fin sotto la sua abitazione. Le intimidazioni e gli attentati sono andati avanti a lungo. Al punto che il muratore è passato dalla parte del torto.

L’albanese è stato posto agli arresti domiciliari. I giudici sono stati costretti a prendere il provvedimento perché hanno capito che il suo comportamento era diventato pericoloso. Resta il problema della liquidazione: l’albanese ha denunciato il suo ex datore di lavoro, ma finora dei soldi – una somma piuttosto rilevante – non si è vista neppure l’ombra.

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