Via i ministeri del Nord, al loro posto la caffetteria di Villa Reale

Sfrattati da Monza i dicasteri delle Riforme, della Semplificazione e del Turismo voluti da Bossi, Calderoli e Tremonti: al loro posto il bookshop e la biglietteria della biennale Italia-Cina

Da sinistra, Marco Mariani, Umberto Bossi e Roberto Calderoli (dalle rete)

MONZA - I ministeri del Nord? Declassati a caffetteria. La Provincia di Monza è stata appena cancellata. Ma la riconversione degli spazi dove la Lega aveva aperto «avamposto del governo al Nord» è già realtà. A spazzare via la «punta di diamante del federalismo» è stato un evento che più globale non si può: la Biennale Italia-Cina.

Il resto, lo ha fatto il proverbiale pragmatismo brianzolo. Visto che nei 100 metri quadrati della Cavallerizza l’unica attività in corso da mesi  era quella di fare polvere, qualcuno ha fatto i conti. E così, al posto dei dicasteri delle Riforme, della Semplificazione e del Turismo sono stati aperti la biglietteria, il bar e il bookshop che accoglieranno i visitatori della rassegna internazionale Italia-Cina. Niente delibere, decreti legge e faldoni, dunque. Al loro posto, cappuccini e brioche. Un bello schiaffo al federalismo di facciata.

POTERE AL NORD - Eppure poco più di un anno fa il 23 luglio 2011 Umberto Bossi, Roberto Calderoli in braghette corte e il ministro Tremonti avevano inaugurato in pompa magna i tre dicasteri al grido di «potere al nord». Ma da quella assolata mattina d’estate ne è passata di acqua sotto i ponti. E così ora nell’ufficio di Bossi c’è la biglietteria della mostra. Dove avrebbe dovuto lavorare il ministro Calderoli, è stato allestito il bar. E nello spazio riservato al ministro Tremonti si trova il bookshop con volumi sulla storia di Villa Reale. La fine  si è compiuta alla chetichella. Del resto, al lavoro a Monza Bossi, Calderoli e Tremonti non si erano mai visti. E quei ministeri di fatto erano sempre rimasti vuoti.

ICONOGRAFIA LUMBARD - A rendere  più cocente la beffa, anche il fatto che i lavori di adattamento sono stati minimi. Sono stati riutilizzati in toto i mobili (fatti venire da Catania da Bossi in persona). E’ stato necessario solo sbarazzarsi dell’ingombrante iconografia leghista: i ritratti di Bossi da giovane, le statue di Alberto da Giussano e i quadri che descrivevano il giuramento di Pontida sono stati rimpiazzati da stampe antiche. Nulla di più.

Inaugurati tra le diatribe, i ministeri del Nord sono stati archiviati tra mille discussioni: «Siamo seri – ha esclamato il sindaco Roberto Scanagatti -: i ministeri a Monza erano una buffonata». Di parere diametralmente opposto le parole del suo predecessore, Marco Mariani, che ai ministeri del Nord aveva spalancato la porta: «E’ una sconfitta per la Brianza e il simbolo di una realtà: la Brianza torna a essere schiava di Roma e di Milano».

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IL FUTURO DELLA VILLA REALE - Ma, spenti i riflettori delle polemiche, un dato di fatto appare certo. Questo cambiamento è il primo passo verso la trasformazione della Villa Reale di Monza in un grande contenitore culturale. L’ex reggia dei re ospiterà mostre di alto livello, come già accade da anni per Palazzo Reale a Milano e per la Reggia della Venaria di Torino. Altro che ministeri del Nord.

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