Arrestato Mirko Rosa, l'operazione della Guardia di Finanza

L'uomo ha anche un negozio a Monza: insieme a lui in manette grazie a un'operazione della Guardia di Finanza di Varese altre dieci persone. 23 le attività nel mirino degli inquirenti

Operazione Golfinger.

Così le Fiamme Gialle hanno denominato l’indagine che ha fatto scattare undici ordinanze di custodia cautelare in carcere per Mirko Rosa, il noto imprenditore fondatore di diversi negozi di Compra Oro, e altre figure appartenenti a un sodalizio criminale accusati a vario titolo di ricettazione, omessa presentazione della dichiarazione dei redditi, emissione di fatture per operazioni inesistenti, occultamento e/o distruzione di documentazione contabile obbligatoria, riciclaggio, falso in registro e notificazioni, concorso in incendio, concorso in simulazione di reato. L’imprenditore fondatore del negozio della catena “Mirko Oro” presente a Monza, in zona San Fruttuoso, è stato individuato come il capo dell’organizzazione criminale che attraverso diverse azioni illecite e intimidazioni avrebbe ottenuto l’egemonia per il gruppo nel campo delle attività commerciali dei “Compro Oro”.

Le indagini sono state coordinate e dirette dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Busto Arsizio Nadia Alessandra Calcaterra: l’imprenditore Mirko Rosa era già noto alle cronache, oltre che per le “ricompense” promesse a coloro che avessero fornito elementi utili per l’individuazione dei responsabili dell’assassinio di Yara Gambirasio e della titolare di una gioielleria di Saronno uccisa all’interno del proprio esercizio, anche per i suoi guai giudiziari che lo hanno sottoposto nel luglio scorso alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno perché arrestato in flagranza, per reati di maltrattamenti in famiglia e di violenza sessuale, commessi nei confronti della propria convivente.

Le attività finite nel mirino della Guardia di Finanza di Legnano sono oltre 23. L’oro di provenienza delittuosa ricevuto (o quantomeno, determinati quantitativi dello stesso), veniva “ripulito” attraverso fusione presso fonderie a ciò deputate o attraverso annotazioni fittizie nei registri dei negozi appartenenti alla rete delle imprese gestite dal sodalizio.

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Complessivamente è stato accertato che siano stati sottratti alle casse del Fisco oltre 5.400.000 euro di elementi positivi di reddito. Sono in corso le perquisizioni presso le abitazioni degli arrestati, effettuate con l’ausilio delle speciali unità cinofile “antivaluta”.

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