Misinto, il forum per salvare la "lengua milanesa" dall'estinzione

Bossi? Antico. Maroni? Roba vecchia. Qui si fa sul serio, e altro che Milano: loro vogliono andare con Berna. A organizzare la convention sono le tante associazioni e istituzioni che lottano per la diffusione degli usi, costumi e tradizioni locali. E per battere moneta propria

La carta dei territori dell'Insubria (fonte: sito Domà Nunch)

MISINTO - «El Milanes, la nostra lengua», sta cadendo in estinzione. Nessuno più la parla, in particolare tra i «giovani». E, anche chi la usa ancora, non di rado commette errori maccheronici. Come chi ha scritto i volantini del MiTo: il festival musicale di musica classica che prenderà il via a settembre.
Ecco perché venerdì 14 settembre l’associazione El Dragh Bloeu, in collaborazione con l’Antiga Ostaria Sant’Andrea di Misinto organizzerà il Forum per la lengua milanesa.

LA CENA - L’iniziativa si svolgerà in via Sant’Andrea, 13, a Misinto. Davanti a squisiti piatti della cucina tradizionale lombarda e a vini tipici locali, si darà vita a una tavola rotonda con la speranza di ridare slancio e un’occasione di crescita culturale a una lingua che – si teme – stia scomparendo.
«Il nostro obiettivo – spiega Lorenzo Banfi, uno degli organizzatori – è di coordinare e offrire un punto di riferimento a tutti quanti lavorano per salvaguardare e promuovere la lingua milanese. Una lingua ancora ben viva nei territori dell’Insubria. Sia in Italia che in Svizzera».
Nel corso della manifestazione si farà il punto sullo stato di salute e sulla diffusione della lengua milanese (attenzione: non chiamatela dialetto). Si proporranno iniziative per la promozione e la diffusione delle lingue locali. Si analizzeranno soluzioni e prospettive per ottenere la sopravvivenza e l’ufficializzazione delle lingue locali.

GLI OSPITI - Alla convention si daranno appuntamento tantI enti che lavorano per la promozione delle tradizioni locali: il Circolo Filologico Milanese, l’Antica Credenza di Sant’Ambrogio, l’Accademia del Dialetto Milanese, il Teatro Popolare della Svizzera Italiana e Insubria di Lugano, la Famiglia Comasca, la Famiglia Novarese, la Famiglia Legnanese. Ci saranno anche Renato Ornaghi, grande promotore del dialett, il professor Marco Tamburelli dell’Università di Bangor, nel Galles, il gruppo face book «Per quei che parla Milanes».

NEMICI - Tra i sostenitori dell’iniziativa ci sarà anche l’associazione culturale Domà Nunch. Un movimento ecologista, nazionale e rivoluzionario che lotta per l’indipendenza dell’Insubria: una regione citata da Polibio, Tito Livio, Plinio il Giovane e Strabone, che si estende con incerti confini tra il Po e i laghi prealpini. I sostenitori di questo movimento non stanno né con Roma, né con Milano. Il loro obiettivo, è unirsi a Berna: la capitale della Svizzera, modellando la nazione insubre come un cantone elvetico.
Tra i loro riferimenti storici, c’è il Ducato di Milano o la Repubblica Cisalpina: due epoche nelle quali l’Insubria era una nazione indipendente e sovrana. Oltre a proporre di istituire una bandiera ducale e di battere una moneta del popolo – ul Franch – il movimento Domà Nunch lotta anche per la valorizzazione della cultura e le tradizioni locali e per la tutela dell’ambiente naturale. C’è pronta anche una ricetta per battere la crisi economica: puntare sull’autosufficienza alimentare e lottare contro la sovrappopolazione e lo stato centrale e in particolare contro i nemìs del popol Mario Monti e Giorgio Napolitano (al motto: foeura de cojoni). La Lega Nord? Superati. «Bossi e Maroni sono fuori tempo massimo».
 

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