Dieci anni dall'alluvione in Brianza, tra ferite e piani di rinascita

Il 24 novembre del 2002 dopo settimane di piogge torrenziali iniziò l'emergenza che travolse Monza e la Brianza: acqua che scorreva sopra i ponti, case allagate, negozi distrutti. In centro si girava in barca: un uomo perse la vita

Un uomo in barca a Pusiano, in Brianza

MONZA – Sono passati dieci anni. Era il 24 novembre 2002: il più piovoso di tutti i tempi in Brianza. Uno tsunami di pioggia e vento si abbatté su un territorio profondamente cementificato e impreparato all’emergenza. Le conseguenze furono devastanti: un morto, nel pieno centro storico della ricca Monza, centinaia di sfollati in tutta la Brianza, milioni di euro di danni. Una provincia in ginocchio, con le acque del Lambro e il fango che invasero il cuore di Monza, il Parco e la Cascinazza e  l’acqua alta che sommerse alcune tra le località più suggestive della Brianza: Agliate, Costa Lambro, Briosco, Canonica di Triuggio. Danni anche ad alcune tessiture.

A Pusiano una maxi esondazione gettò letteralmente sott’acqua il paese che sorge sulle rive del lago: l’antico santuario del Cinquecento fu danneggiato, rischiarono di scomparire anche i preziosi, secolari volumi dell’antico archivio parrocchiale. Per alcuni giorni la popolazione si spostò in barca. Enormi danni anche a Baggero: lesionato un albergo e alcune antiche cascine.

LE FERITE CANCELLATE- Dieci anni dopo, le ferite di quella drammatica alluvione sono state cancellate. Non dall’aiuto delle istituzioni, ma dalla buona volontà della popolazione. Fin da quando l’acqua era ancora alta, la «gente di Brianza» si è rimboccata le maniche, ha alzato i pantaloni al ginocchio e si è gettata in acqua. Subito a lavorare per rimettersi in piedi.

Solo pochi mesi fa la Regione ha stanziato i fondi per riparare i danni: un milione e 250mila euro per sanare le ferite di tutte le alluvioni avvenute nell’intera Lombardia tra il 2000 e il 2002. Per la Brianza, una goccia nell’oceano dei bisogni.

LE OPERE DI CONTENIMENTO - Il Parco Regionale della Valle del Lambro è stato – tra tutti - l’ente sovra comunale che ha investito più energie per  fornire alla Brianza un «governo» delle acque e per attuare un serio piano contro nuove catastrofi idrogeologiche. Attorno alle aree critiche sono state create zone di esondazione «controllata». Gli argini e l’alveo del fiume sono stati consolidati e ripuliti. Ma il fiore all’occhiello del piano di sicurezza messo a punto dal Parco Valle Lambro è il Cavo Diotti. Nel novembre 2002 la ottocentesca diga che regola il flusso delle acque del Lago di Pusiano non era funzionante. Qualcuno ha sostenuto che questo guasto è stata una delle cause del disastro del 2002.

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Dal 2007 il Parco Valle Lambro ha acquisito la gestione dello storico Cavo Diotti. Un piano di restauro è ormai in fase di completamento. Con questa diga in funzione, sarà possibile «controllare» il flusso delle acque del lago di Pusiano e – in modo indiretto – delle acque del fiume Lambro. Quando c’è siccità, sarà possibile aumentare la portata. Quando piove troppo, si potrà bloccare l’arrivo di ulteriore acqua. Non basta, ma aiuta.

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