Maxi operazione anti-droga: 38 arresti per "Cattedrale 2010"

Traffico di cocaina e associazione per delinquere finalizzata allo spaccio le accuse per una banda italo-albanese che operava tra la Lombardia, il Veneto, il Piemonte e l'Emilia

MONZA - Frasi criptiche, parole in lingua albanese rovesciate per sfuggire alle intercettazioni, una riserva di corrieri da fare invidia a un battaglione. E quella frase, "Ci vediamo in cattedrale" pronunciata da un boss per incontrare la moglie di un detenuto. Da qui il nome dell'operazione antidroga che ha portato all'arresto di 38 persone, 37 delle quali finite in carcere e una agli arresti domiciliari per due ordinanze firmate dai Gip dei tribunali di Bologna e Ferrara. Associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti  l'accusa per 15 di loro, concorso in traffico di cocaina quella che, invece, li accomuna tutti.

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"CI VEDIAMO IN CATTEDRALE " - Si chiamava "Cattedrale 2010" l'articolata indagine condotta dal nucleo investigativo e coordinata dai sostituti procuratori Francesco Caleca e Nicola Proto, che hanno monitorato per tre anni un gruppo di cittadini albanesi e italiani  che avevano messo in piedi un traffico di cocaina proveniente dal Belgio e dalla Svizzera. Le ramificazioni della banda, però, arrivavano in Emilia, Lombardia e Veneto, con propaggini in Piemonte, nella Toscana e in Puglia. Le indagini sono  partite nel mese di settembre 2009: da allora sono stati 25 gli arresti in flagranza di reato. Fino a ieri, quando i carabinieri hanno eseguito il 38 ordini di cattura. I proventi illeciti  del traffico di droga si aggiravano attorno al milione di euro.  All'operazione hanno preso parte circa 150 carabinieri dei reparti dell'Arma di Ferrara e delle province di Alessandria, Lecce, Lodi, Monza, Prato, Parma, Ravenna, Rovigo, Verona e Vicenza.

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