Monza, 30sima città "felice" d'Italia. La sorpresa-Palermo davanti a tutte

L'indice di felicità 2011 ("Lei, personalmente, è felice?") riserva qualche sorpresa nella geografia del Paese. Il capoluogo brianteo molto meglio di Milano ma peggio di Lodi e Pavia

Una semplice domanda: "Personalmente, lei è felice?". E' così che viene costruito l'indice della felicità. In base a quanti rispondono "Sì". E Monza, come vedremo, non se la passa male.

La classifica riserva una sorpresa: l'indice di felicità non è coerente con i più complessi, e forse più scientifici, indici sulla qualità della vita e dei servizi nelle città capoluogo di provincia. In altre parole, può succedere che un capoluogo perda su tutta la linea in quanto a inquinamento, gestione dei rifiuti, puntualità dei mezzi pubblici, efficienza degli ospedali, ma la gente che ci vive si ritiene più felice di chi abita in una città dall'organizzazione "svizzera".

Il caso più eclatante è di sicuro Palermo: che vince questa classifica della felicità (il 20% si dichiara felice) ma è agli ultimi posti in tutte le altre. E prendendo in esame tre classifiche (qualità della vita, provincia ideale e indice di felicità) soltanto Aosta, Bolzano e Trento si posizionano sempre tra le prime venti province.

E Monza? Monza è 30sima, quindi si difende bene. Considerando che Milano è al 74simo posto, poi, il risultato sembra eccellente. Certo, altre città della Lombardia vanno ancora meglio. Lodi e Pavia tra le prime dieci in Italia, poi Varese, Lecco, Mantova e Como sono davanti. Ma quel 13,8% di brianzoli che si dichiara felice (lo stesso che a Imperia, poco più che a Matera) è complessivamente un buon risultato.

Scorrendo la classifica, è difficile capire le ragioni delle disparità tra province. Guardando al 5° posto di Trento o al 13° di Olbia-Tempio, verrebbe da pensare che il mare e la montagna più belli d'Italia aiutano. Il 16° posto di Enna, come anche il 26° di Potenza, portano invece la mente alla placida tranquillità del nostro Mezzogiorno, fatto di comunità dove il ritmo della vita è certamente meno frenetico e più votato al calore umano. Mentre il 105° posto dell'Aquila si può comprendere: da quelle parti hanno ancora vivo il ricordo del terremoto e dei rimedi mancati.

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Più in generale, la classifica sulla felicità, ancorché costruita su una sola domanda molto soggettiva, fotografa un Paese decisamente più omogeneo rispetto alla narrazione della spaccatura. Uniti dalla felicità o - date certe percentuali - dall'infelicità.

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