Sei ergastoli per Lea. E il Comune scopre una targa

Durissime le condanne decise dai giudici per gli assassini della donna torturata, uccisa e sciolta nell'acido a San Fruttuso. Questa mattina il Comune scoprirà una targa per ricordarla in via Marelli

La strada dove è avvenuta l'esecuzione

Sei ergastoli. E' questa la sentenza emessa in primo grado dalla Corte d'Assise di Milano per l'omicidio di Lea Garofalo, collaboratrice di giustizia torturata, uccisa e sciolta nell'acido a San Fruttuso, in via Marelli.  Tra gli imputati condannati al carcere a vita (con un anno di isolamento diurno) anche il marito della donna, Carlo Cosco, considerato un esponente della 'ndrangheta crotonese. In aula per assistere alla lettura della sentenza c'erano anche presidente della commissione milanese  di "saggi" antimafia Nando Dalla Chiesa, figlio del generale ucciso all'inizio degli anni '80  a Palermo, e l'attore teatrale Giulio Cavalli, autore di spettacoli e libri di denuncia.

Proprio Cavalli è stato riconosciuto da Cosco, che l'ha insultato pesantemente tanto da costringerlo a lasciare l'aula.  Presente anche Denise, la figlia di Lea, per stare vicino alla quale la vittima aveva rinunciato alla scorta. Con la scusa di parlare del suo futuro dopo le superiori, Cosco (ex convivente della Garofalo) organizzò un appuntamento da  cui però la donna non sarebbe più tornata. Stando a quanto emerso, sarebbe stata caricata su un furgone noleggiato da un cinese di via Paolo Sarpi e trasportata a Monza, su un terreno dove dopo le torture sarebbe stata uccisa e sciolta in 50 kg di acido. E proprio sul mancato ritrovamento del corpo si è basata la strategia difensiva: l'ipotesi dei legali è che la Garofalo sia fuggita e abbia voluto far perdere le tracce.

Durissima la requisitoria del pubblico ministero Marcello Tatangelo che ha definito gli imputati "vigliacchi" per aver  ucciso in sei una donna indifesa: una circostanza che Cosco ha smentito in aula.

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Questa mattina il Comune di Monza ha scoperto una targa in memoria di Lea Garofalo: il suggerimento all'Amministrazione è arrivato dalla rete, e  precisamente dal sito milanese "Daw Blog", come Monza Today vi aveva anticipato in anteprima.

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