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Autodromo, nuova inchiesta: questa volta per omissione misure sicurezza

A finire sotto inchiesta è stato uno dei responsabili dell'ufficio tecnico del circuito monzese. Si tratta della seconda inchiesta in pochi giorni per il tracciato brianzolo. Sotto accusa le "gobbe" della pista che provocherebbero cadute ai piloti di moto

MONZA - LA Procura ha aperto un'inchiesta sull'Autodromo, la seconda in pochi giorni. Il fascicolo è stato aperto dai sostituti Caterina Trentini e Walter Mapelli per omissione dolosa in materia di sicurezza. Sotto accusa le "gobbe" che in alcuni punti del tracciato hanno causato più di una caduta. Carlos Checa si era lamentato più volte della pericolosità della pista per le moto. Davanti ai giudici è finito Stefano Tremolada, tra i responsabili della gestione tecnica del cicruito brianzolo, che si è avvalso della facoltà di non rispndere. L'accusa è di aver firmato il nulla osta senza le adeguate verifiche sulla sicurezza.

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