Jacopo e Simone: i due ragazzi di "MonzaMakers", con i sogni in 3D

Simone Zanotti e Jacopo Sala hanno deciso di fare il grande salto, aprendo una Srl che si occupa di stampe in 3D. E loro hanno qualcosa di speciale

Donato, Simone e Jacopo: il trio di MonzaMakers

Di strada, da quella cantina fortunatamente insonorizzata in zona Sant’Albino, ne hanno fatta tanta. Anzi, il punto di partenza della loro avventura insieme è molto più lontano, almeno nel tempo. Perché Simone e Jacopo si conoscono, sono amici, dai tempi in cui frequentavano la stessa scuola, il Mosè Bianchi di Monza. A quei tempi, quando erano poco più che adolescenti, non pensavano che sarebbero diventati soci. Amici forse sì, ma soci no. 

E invece è proprio quello che sono oggi: i soci, insieme a un imprenditore nel campo della stampa, di MonzaMakers, una Srl totalmente “made in Monza e Brianza” che si occupa di stampe in 3D. Nulla di particolarmente innovativo. O forse sì. 

Perché c’è una cosa, oltre alla smisurata passione per quello che fanno, che Simone e Jacopo possono offrire ai loro clienti e che nessuno, o quasi, ha: la capacità di modellare i prodotti prima della stampa. 

Gli artefici di questo gioiellino di manualità, tecnologia e innovazione hanno le facce giovani e sorridenti di Simone Zanotti, ventisei anni di Monza, e di Jacopo Sala, anche lui ventisei anni, ma da Muggiò. I curricula di tutti e due non sono propriamente quelli da imprenditori navigati e consumati, eppure ce l’hanno fatta. 

Simone ha lavorato a lungo come venditore per un’azienda di pannelli fotovoltaici e può vantare esperienze come cameriere in un pub e in una cucina di un locale che fa hamburger. Jacopo, invece, aveva già le idee un po’ più chiare e, dopo aver studiato design del prodotto, ha lavorato nel campo del design 3D e in un’azienda di Milano che ora è diventata sua competitor. 

La loro “follia” inizia quando Simone frequenta un corso professionale di stampa 3D industriale e, mosso semplicemente dalla passione, compra una stampante “Flashforge Creator Pro”. Jacopo, senza pensarci un secondo, lo segue e compra una “Delta 20x40 Wasp”. Manca un laboratorio, manca un negozio, manca praticamente tutto. Ma non la passione. E allora Jacopo e Simone partono. Sistemano le stampanti nella taverna della casa di Simone, insonorizzata perché lì il ventiseienne “giocava” con la sua batteria, e iniziano a lavorare. 

MonzaMakers muove così i primi passi su 3D Hubs, una sorta di social network per "makers”. Non passa troppo tempo e arrivano i primi lavoretti: la struttura di un drone, un joystick, un telecomando, una ruota per una bicicletta, le "soda gun" - la "pistola" che usano i barman per “sparare” coca o tonic - per la Flair Academy di Milano, un'istituzione per quanto riguarda i corsi per barman.

Il momento del grande passo arriva quando le strade di Simone e Jacopo si incrociano con quelle di Donato Rosato, il terzo uomo del “miracolo” made in Monza. Donato è un imprenditore cinquantaduenne, anche lui rigorosamente di Monza. Nota il progetto e decide di entrarci come socio, mettendo a disposizione dei ragazzi una sede, in via Cappuccina 63 a Lissone. 

Il salto di qualità, anche grazie a tanti ragazzi, amici, che lavorano nell’ombra è ormai compiuto. MonzaMakers diventa una Srl, accresce la propria presenza sui social - quelli per makers e quelli classici - e comincia a raccogliere diverse ordinazioni: da oggetti tecnici per professionisti fino a scritte e insegne per locali, passando per pezzi di ricambio fuori produzione, oggetti di design, gadget e tanto altro. 

“Di speciale rispetto agli altri competitors - raccontano orgogliosi - abbiamo la passione sincera per la stampa 3D, che è anche il motivo che ci ha spinto a fare il grande passo, insieme al fiuto.  Pensiamo che la stampa 3D sia il futuro e l'occasione per rilanciare parte dell'economia e per questo abbiamo coniato la definizione "The New Made in Italy", che simboleggia sia il nuovo dell'argomento di stampa 3D, sia la 'rinascita' del made in Italy”.

Passione a parte, però c’è davvero un “segreto” che garantisce il loro successo. Jacopo è un vero fenomeno della modellazione in 3D e grazie a lui MonzaMakers può offrire ai propri clienti la possibilità di modellare un oggetto direttamente per loro: un servizio che non offre praticamente nessuno nel mondo dei makers. 

E le prime soddisfazioni per Jacopo e Simone sono già arrivate: Iggy Pop, ad esempio, ha celebrato e condiviso un suo ritratto fatto proprio da Jacopo, mentre Giacomo Nizzolo, famoso ciclista brianzolo, ha iniziato a utilizzare dei tappini delle valvole Dunlop - comunissimi tappini delle valvole delle ruote della bici - stampate proprio da MonzaMakers. 

Gli orizzonti dei ragazzi, ormai prossimi alla convivenza per tutto il tempo passato insieme, sono ampi. Interior design, prototipazione rapida di componenti d'arredo, modelli in scala di ambientazioni e locali arredati, plastici, prototipi funzionali, parti funzionali di mobili che si possono montare e provare sul mobile stesso, complementi d'arredo, stampa e modellazione di qualsiasi progetto di design o di architettura, sono tutti potenziali obiettivi di Jacopo e Simone, che anche per questo si dicono felicissimi di essere a Lissone, “città del mobile”. 

Lo sguardo di Simona e Jacopo, insomma, è sempre proiettato al futuro. E i progetti non mancano. Qualche idea è rivolta ai monzesi, “per farci conoscere sul territorio”, dicono; qualche altra è rivolta “agli amici animali: un progetto molto interessante per legare la musica alla stampa 3D”. “Inoltre - spiegano - abbiamo già dato vita a qualche prodotto di design nostro, come l'appendiabiti a muro Waveo un vaso per piante che ricicla l'acqua in eccesso incanalandola nel "sottovaso" che a sua volta contiene altre piante che vengono così alimentate azzerando lo spreco di acqua”.

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Le teste dei due genietti, a quanto pare, non riposano mai. Chiusa l’azienda, infatti, scappano a casa a fare una doccia e poi escono a bere una birra. Naturalmente insieme. Naturalmente parlano del loro progetto. Perché l’altro segreto del successo di MonzaMakers è l’amicizia tra due ragazzi che hanno avuto il coraggio di scommettere su stessi. E che hanno vinto. 
 

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