Tensione al Mapelli tra docenti e capo d'istituto

Una lettera firmata da 44 docenti accusa il capo d'istituto di aver instaurato un "clima di diffidenza". L'Ufficio scolastico regionale ha avviato un'indagine: gli esiti sono attesi per le prossime settimane

Il sindacalista Enzo Palumbo con le firme

MONZA - Provvedimenti disciplinari giudicati eccessivi "senza alcuna precedente azione  di confronto e di conciliazione" da parte del capo d'istituto che creerebbe ad arte un "clima di diffidenza che inibisce. Ci sentiamo spesso scavalcati nelle nostre relazioni con studenti e famiglie -  con interventi diretti della presidenza che ci screditano". Lo sostengono 44 docenti dell'Istituto Mapelli di via Parmenide parlando del capo d'istituto Antonio D'Alterio.  Un voluminoso dossier raccolto da CGIL è stato presentato nel corso di una conferenza stampa: tra le carte, la denuncia di un genitore che accusa il capo d'istituto di aver consigliato al figlio l'iscrizione in una scuola privata del napoletano per prendere il diploma più facilmente.

DISCIPLINA - "Il preside D'Alterio, caso unico in Italia, punisce più i docenti che gli alunni, e con il massimo della pena" dichiara Enzo Palumbo, segretario Flc - Cgil Brianza. Le sanzioni sarebbero state comminate in almeno quattro casi, riporta il sindacato,  con dieci giorni di sospensione dal servizio e dallo stipendio.  Ma non è solo il modo di gestire le relazioni a essere sotto accusa: ci sarebbero, a detto di docenti e sindacati, anche alcune irregolarità amministrative. Ultimo episodio in ordine di tempo,  la concessione a una troupe Mediaset delle aule scolastiche durante le giornate del 6-7-10-11-12 maggio: "Non sono stati avvisati nè il Consiglio d'Istituto nel il Collegio Docenti" scrivono CGIL e Cisl in un esposto inviato al direttore Generale USR Lombardia Giuseppe Colosio. "L'invasione della squadra di ripresa ha comportato l'impossibilità di svolgere la prova ECDL, programmata da tempo, con la necessità di avvisare tutti in fretta e furia e rimandare l'esame a data da destinarsi". 

CORSI - Il preside è accusato in un'altra parte del dossier di aver concesso l'autorizzazione  a organizzare corsi di recupero a pagamento nella scuola e di aver affidato a un'agenzia di viaggi campana l'organizzazione delle gite scolastiche. Sui fatti l'Ufficio scolastico regionale ha avviato un'indagine ispettiva, il cui esito è atteso per i prossimi giorni.  Un fascicolo è stato aperto anche dalla Procura  di Monza sulla base di un esposto anonimo: il caso è stato affidato al magistrato inquirente Manuela Massenz. D'Alterio dal canto suo ha dichiarato nei giorni scorsi di non aver nulla da nascondere e che saranno le indagini a fare piena luce sui fatti in questione.

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