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La capanna Monza alla cena del Panathlon

Presentato ieri sera all'Hotel de la Ville il libro di Felice Camesasca sullo storico rifugio frequentato dagli escursionisti monzesi. Lacrime, foto d'epoca e tanti ricordi

Una cena tra amici, ma anche il modo per celebrare un luogo simbolo dell'alpinismo monzese. La cena conviviale  del Panathlon Club Monza di ieri sera  si è trasformata nell'occasione di fare un tuffo nel passato. Amarcord, amarcord ripete Felice Camesasca nel salone dell'Hotel de la Ville. E sul filo della memoria si giocano le pagine del suo libro, dedicato alla mitica «Capanna Monza». Il volume, ricco di documentazione inedita, traccia le tappe della storia del rifugio che tanti monzesi hanno frequentato durante le escursioni sul Resegone. Perché i ricordi sono tanti, dalle camminate in salita alla birra e gazzosa che si beveva tutti assieme dallo stesso «scodellone», dalla polenta cotta sul terrazzo al saluto dell'oste prima di incamminarsi sulla via del ritorno.

La passione di Camesasca traspare dalla voce rotta dall'emozione quando parla della «sua» montagna.  Perito industriale, esperto di nautica ed autore di un dizionario monzese-italiano che sta avendo buon successo, in tanti anni non si è ancora stancato di raccontare la storia della Capanna. Una storia che sa di sacrificio e scarponi consumati, di fatica e piedi gonfi, ma anche di soddisfazione, di feste e momenti di vera amicizia. E qualche volta, in montagna si trovava anche l'amore. Le immagini che hanno segnato  la sua vita scorrono sullo schermo; ma una volta spento il proiettore, resteranno per sempre indelebili nella mente.

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